incontri ravvicinati del secondo tipo

Effetto UFO, quando E.T. lascia il segno

Gli IR-2 rappresentano tutti quei casi in cui i dischi volanti producono una traccia materiale, un'evidenza fisica del loro passaggio. La casistica, in questo senso, è sterminata

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Alfredo Lissoni

Alfredo Lissoni

Alfredo Lissoni è insegnante di religione e scrittore, socio del Centro Ufologico Nazionale, si occupa da molti anni di ufologia; milanese, già collaboratore del Nuovo Giornale di Bergamo, ha al suo attivo diverse collaborazioni per le principali riviste del settore: Notiziario UFO, Dossier Alieni, Giornale dei misteri, X-files, UFO dossier X, UFO Notiziario del CUN, Oltre la conoscenza, Oltre l'ignoto. Autore di programmi radiotelevisivi e consulente esterno per trasmissioni Mediaset, spesso in TV, ha realizzato diverse opere multimediali per Peruzzo; autore dell'enciclopedia Misteri e verità, ha altresì gestito un videotel ufologico ed è autore di 24 libri sugli UFO.

Effetto UFO, quando E.T. lascia il segno

Dopo sessant'anni di indagini gli ufologi hanno potuto rilevare una serie di elementi incontestabili circa la struttura ed il volo dei dischi volanti (dei quali, nella sola Italia, si stimano oltre 10.000 segnalazioni ed ondate periodiche di apparizioni: nel 1950, 1954, 1962, 1973, 1978, 1997) a dimostrazione del fatto che si tratta di ordigni reali e meccanici; lo studio della casistica internazionale presenta difatti specifiche costanti: gli UFO compiono evoluzioni, anche ad angolo retto, con manovre e velocità impossibili per qualsiasi velivolo terrestre e persino in apparente contrasto con le leggi fisiche conosciute (ad esempio, sembrano sdoppiarsi, mutare forma o materializzarsi e smaterializzarsi. Il cambiamento di struttura può essere in realtà facilmente spiegato con l’emissione di un campo gravitazione che distorce la luce e che di conseguenza offre al nostro occhio un’immagine falsata dell’oggetto; tale fenomeno è stato rilevato a Taizé, in Francia, allorché uno scout di Comunione e Liberazione, puntando una torcia elettrica contro un disco, vide che la luce della pila si piegava verso l’alto. Quanto alla materializzazione e dematerializzazione, che gli ufologi chiamano MAT e DEMAT, al momento la fisica moderna ammette un simile fenomeno ma solo a livello atomico, e parla di “moto quantizzato” degli elettroni).


Le improvvise accelerazioni e le ascese o discese in quota (insostenibili per un organismo umano) sono oramai proverbiali. Nel novembre del 1991 Timna mi raccontò di quando, assieme ai genitori, poté assistere a questo fenomeno a Quito, in Ecuador, nel 1980-81. “Camminavo per strada con i miei genitori, quando ho visto un piattello luminoso che inizialmente sembrava un elicottero, ma che poi si è rivelato essere una luce che lentamente aveva iniziato a scendere, si era fermata improvvisamente e poi, a velocità impressionante, era risalita verso il cielo”, mi ha raccontato.

Sappiamo ancora che i dischi sono circondati da un alone elettromagnetico protettivo che causa il black out dei sistemi elettrici. Numerosi testimoni parlano di palazzi rimasti al buoi al passaggio di UFO, di macchine i cui motori (e la radio) si erano spenti, di macchine fotografiche che non funzionavano più. Un fisico milanese mi ha narrato di quando, assieme ad un collega, osservò le evoluzioni di un disco volante. “Cercammo di fotografarlo, ma mentre la mia macchina, elettronica, si bloccò improvvisamente, quella del mio collega, che era manuale, funzionò benissimo”.

In talune occasioni gli UFO emettono dei fasci di luce. Monia, di 23 anni, mi ha raccontato di avere visto, il 15 gennaio 1997 da Montegranaro (AP), “due fonti di luce, una più vicina e l’altra più lontana, che emettevano tre fasci di luce vibranti. Il fascio più forte era sull’azzurro, gli altri verde e rosso”. Erano le 19.30 e la ragazza ha potuto osservare il fenomeno, al altezza stellare, con un binocolo. Altre tre persone, compresi i genitori della ragazza, assisterono al fenomeno.

Un caso di notevole interesse si è verificato il 31 aprile 2001. Ce lo racconta l’ufologo leccese dottor Mauro Panzera: “Il fatto è accaduto sull'autostrada A-16, nei pressi di Bitonto (BA). Due ragazzi erano in auto, quando, attorno alle ore 00.30, uno dei due ha visto, sul lato sinistro del percorso, un oggetto ovoidale, che in seguito si è spostato sul lato destro dell'autostrada, per poi sparire. Esso aveva tre luci bianche sul contorno, ed una fila di luci intermittenti all'interno. L'aspetto più interessante è che il telefono cellulare del guidatore, scarico e spento, a seguito di questa circostanza si è riacceso e la batteria si è trovata carica per metà. Si è trattato quindi di un incontro ravvicinato del secondo tipo, perché si è verificata un'interazione dell'UFO con l'ambiente circostante, ad una distanza non elevata. Un secondo caso rilevante si è avuto a Fasano (BR), dove il 2 novembre 2002, alle 23,30, due fidanzati hanno visto un oggetto luminoso discoidale, di colore bianco-grigio, di circa 10 metri di diametro, che, dopo essersi mosso con lentezza, è sparito tra gli alberi; l'UFO emanava, dal suo lato inferiore, una luce tronco-conica che non arrivava a toccare terra. Lo stesso oggetto è stato osservato alla stessa ora da un noto imprenditore della zona. L'ENEL non ha rilevato interruzioni di energia elettrica. Il caso ha configurato quindi un incontro ravvicinato del primo tipo".


In rarissimi casi gli UFO (e qualche volta anche gli alieni) ammorbano l’ambiente circostante con un odore che pare zolfo (ma che è dovuto invece all’ozonizzazione dell’aria) o ammoniaca. Scrive il ricercatore Adolf Schneider: “Il 18 ottobre 1968 i componenti della famiglia McMullen, a Medulla in Florida, erano in casa quando sentirono che il loro cane abbaiava e guaiva molto inquieto. Guardarono fuori e rimasero molto sorpresi nel vedere, all’altezza di circa tre metri dal suolo, un oggetto color rosso porpora dal quale emanava un odore penetrante di tipo ammoniacale. La sfera, alta una decina di metri, era assolutamente trasparente e all’interno si potevano riconoscere due uomini dalle sembianze normali. Pochi minuti dopo l’UFO si mosse verso l’alto e scomparve”.

Ancora, i dischi emettono rumori (che gli ufologi francesi hanno ribattezzato B.O.N.I., Boati di Origine Non Identificata), che in alcuni casi sono stati addirittura registrati. Il 27 febbraio 1999, alle ore 18, una casalinga di Trezzano (MI) che stava scaricando la spesa dalla macchina, udì uno di questi rumori. “Era un suono metallico”, mi ha spiegato; “era lontano e si avvicinava sempre più; ho guardato ed ho notato due sfere unite, a formare un corpo unico, bianco opache, a menti metri d’altezza dal mio giardino. L’oggetto produceva questo strano rumore; dapprima fisso, mi ha poi sorvolato e se andato”. A differenza dei meteoriti, non lasciano quasi mai scie. Nel novembre del 1996 il giovane D.M. avvistava, alle 22, da Nova Ponente in Trentino, “una palla senza scia, simile ad un pallone da rugby, che procedeva velocemente e senza produrre alcun rumore, da est a ovest”. “Il tutto è durato cinque secondi”, mi ha raccontato il testimone, che assieme al padre stava osservando le stelle con un telescopio (ma l’osservazione è avvenuta ad occhio nudo, non appena il ragazzo ha alzato gli occhi al cielo). “Mio padre ha reagito con molto scetticismo...”.

Ancora, i dischi a volte non vengono rilevati dai radar, altre volte, per contro, sì; ciò è molto strano e non trova spiegazione. Eppure i casi documentati ci sono; nel maggio del 1979, ad esempio, il radarista milanese Antonio De Stasio vide un sigaro volante che sostava sopra la torre di controllo di Linate; sebbene l’oggetto fosse ben reale, il radar non lo rilevava. In seguito il fuso, proprio mentre una pattuglia della polizia stava sopraggiungendo da viale Forlanini, si diresse verso il centro del capoluogo lombardo e si posizionò davanti al grattacielo Pirelli, all’epoca sede di Radio Milano International. All’apparire dell’UFO, la radio interruppe il programma serale per dare l’allarme, scatenando il panico tra i milanesi. In un’altra occasione, la notte del 26 novembre 1994, decine di baresi rimasero con il naso all’insù per osservare affascinati una strana "palla di luce": un oggetto non identificato - come venne definito dagli esperti militari - sfuggito ai radar della Difesa, ma non agli occhi delle forze dell'ordine. Lo strano "oggetto" venne stato visto da molte persone, compresi poliziotti e carabinieri in servizio di vigilanza in città, e precisamente poco dopo le 5. La prima segnalazione partiva dalla sala operativa dei Carabinieri. Da lì iniziava il consulto tra Questura, Aeroporto e, quasi certamente, anche con il ministero della Difesa. Scrisse la stampa locale: “Tutti con lo sguardo al cielo per oltre un'ora, ad osservare il misterioso oggetto fino a quando non è scomparso. É stato descritto dai testimoni come una palla luminosa ferma nei cieli della città. Una cometa o, come ha sostenuto l'esperto di turno, uno scherzo del pianeta Venere che in questo periodo è molto vicino alla Terra.


I radar della Difesa e dell’Aeroporto di Palese non hanno segnalato la presenza di alcun oggetto misterioso nel nostro spazio aereo. Secondo i testimoni, inoltre, un aeromobile di passaggio sarebbe andato molto vicino alla palla luminosa. Ma il pilota - subito contattato via radio - non ha segnalato alcuna anomalia alla torre di controllo. Eppure dalla zona industriale, da dove il misterioso oggetto era più visibile, militari e agenti sono rimasti per un po' di tempo a seguire le mosse dell'oggetto...”.

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