Segnali preoccupanti

Mantova, clandestini sequestrano un'operatrice: "Vogliamo cibo e soldi"

I richiedenti asilo hanno rinchiuso la donna per due ore. L'assessore regionale Bordonali: "Vengano messi in carcere nei loro Paesi di provenienza"

Redazione
Mantova, clandestini sequestrano un'operatrice della cooperativa: "Vogliamo cibo e soldi"

Immigrati in rivolta. Foto ANSA

Sequestro di persona in concorso: con questa accusa quattro richiedenti asilo sono stati arrestati lunedì 11 luglio a Goito. Non avrebbero ricevuto il loro sussidio giornaliero, nonché viveri, bevande e altri generi di consumo in quantità sufficiente: questo il motivo che avrebbe spinto M.I.E. 28 anni del Camerun, Y.S. 28 anni ghanese, K.J. 19 anni ghanese e M.S. 23 anni della Costa d'Avorio, a trattenere per un paio d'ore all'interno dell'appartamento privato che li ospitava, contro la sua volontà, una collaboratrice della cooperativa "Olinda" di Medole che ne gestisce l'accoglienza, impedendole di uscire. Altri collaboratori della struttura si sono accorti di quanto stava accadendo e hanno chiamato i carabinieri di Goito, che sono intervenuti con i colleghi di Castiglione delle Stiviere e hanno liberato la donna e arrestato i quattro clandestini. Martedì mattina il rito direttissimo: i quattro richiedenti asilo dovranno scontare otto mesi di libertà vigilata e sono stati destinati a una nuova struttura.

"In Lombardia ci sono segnali preoccupanti. Il governo intervenga o rischiamo davvero lo scontro sociale. Ieri quaranta richiedenti asilo hanno occupato una palazzina in Via Corelli a Milano costringendo quattro operatori a rinchiudersi in una stanza per non essere linciati. Oggi apprendiamo che una collaboratrice di una cooperativa che si occupa di accoglienza è stata sequestrata a Goito da quattro richiedenti asilo, tutti giovani dai 19 ai 28 anni, due ghanesi, uno della Costa d'Avorio e un camerunense. Ringrazio i carabinieri che sono subito intervenuti, ma mi auguro che a questo punto si proceda al rimpatrio immediato di questi individui, che abbiamo già mantenuto per troppo tempo e che dovrebbero ora finire in carcere nei loro Paesi di provenienza". Con queste parole Simona Bordonali, assessore leghista alla Sicurezza, Protezione civile e Immigrazione della Regione Lombardia, ha commentato l'accaduto.

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