italicum e balle renziane

Referendum costituzionale: è la morte del Senato. Ma il sì è in caduta libera

Fra le molte porcherie del testo, la riforma vuole ridurre il Senato ad un dopolavoro, distruggendo le funzioni e riducendo di poco i costi

Alfredo Lissoni
Referendum costituzionale: è la morte del Senato. Ma il sì è in caduta libera

Foto ANSA

"Ormai tutti i sondaggisti, anche i pochi che considerano in vantaggio il , certificano l'incredibile ascesa del fronte del no negli ultimi mesi, con il parallelo crollo di coloro i quali si dichiarano favorevoli alla schiforma Renzi-Boschi". Lo ha scritto su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. "La tendenza è chiara e unanime: il no cresce costantemente, il è in caduta libera", sottolinea Brunetta. In efftti, la quasi totalità delle case di sondaggi dà il no sono in netto vantaggio (52-54% contro 48-46).


Questa pseudoriforma, che modifica ben 47 dei 139 articoli della Costituzione, vuole sancire la fine del bicameralismo perfetto. Se approvata, nascerà un Senato della Repubblica (non più Senato delle Autonomie come era nella prima stesura) composto da 95 senatori rappresentativi delle istituzioni territoriali e da 5 senatori che possono essere nominati dal Presidente della Repubblica. Ci hanno raccontato che con questo nuovo Senato ci sarà un bilanciamento tra la progressiva sottrazione di competenze legislative regionali e il recupero di responsabilità rappresentativa regionale a livello nazionale. Sono balle! Il ruolo del Senato è estremamente limitato, con una relazione estremamente debole con le istituzioni regionali e un ruolo decisamente defilato nel procedimento legislativo, anche se rimangono pur sempre 22 categorie di leggi bicamerali. Qualcuno ha paragonato il nuovo Senato alla suocera: elargisce consigli non richiesti! Le funzioni politiche in grado di incidere sugli interessi regionali saranno decisi dalla Camera dei deputati. Il Senato non avrà alcuna autorità. Nessuno vedrà questa come la sede in cui si devono svolgere le trattative e le mediazioni necessarie alla collaborazione tra i due livelli di governo (Stato e Regioni).

Il ruolo del Senato ne esce ridimensionato, dunque, ma a prezzo di una notevole dose di complicatezza procedurale. I percorsi base del procedimento legislativo sono 4, ma le ipotesi procedurali che possono verificarsi sono una decina. Va poi osservato che mentre la Costituzione afferma la centralità del Parlamento, si va ora verso la centralità dell’esecutivo. Si dovrebbe invece pensare ad un Governo che si preoccupa di avere nelle Camere un interlocutore vivo e responsabile anziché cercare di dominarle. L’opera di emarginazione del parlamento si completa con l’approvazione dell’Italicum che garantisce in ogni caso una maggioranza parlamentare, anche contro la rappresentanza reale.

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