visto da un cattolico

Europa in guerra contro la Russia nell’anno 2017? E noi italiani futuri migranti?

Uscito in Inghilterra a firma del generale sir Richard Shirreff, che fu vice comandante della NATO dal 2011 al 2014. Uno strano romanzo che partendo da questioni reali ipotizza una imminente guerra dell’Europa contro la Russia nel 2017

Piero Mantero
Europa in guerra contro la Russia nell’anno 2017? E noi italiani futuri migranti?

Nell’anno 2017 cade l’anniversario dei cento anni di Fatima... tra l’altro. Le notizie poi di questi giorni, da Varsavia, dove si parla di nuova militarizzazione dei confini delle repubbliche baltiche, di contingenti militari di terra da inviare in Ucraina e di nuove basi antimissile in Romania (una costruita a tempo di record) non fanno certo ben sperare, nonostante il commando del patto atlantico escluda una nuova guerra fredda. Dobbiamo aspettarcela riscaldata? Peggio ancora...


Aggiungiamo poi che l’uscente presidente americano Obama, mentre non è capace di governare gli Stati Uniti sempre più nel caos ed a rischio guerriglia razziale, si preoccupa di mettere il naso negli affari della tribolata Europa, sacrificata sugli altari dell’alta finanza, ossia l’incarnazione della bassezza morale. Persino papa Francesco dichiara che l’Europa è in guerra, il problema è che gli europei presi da mille piccoli problemi non se ne sono ancora accorti. Tutto prosegue come se gli scenari all’orizzonte non fossero mutati. Eppure viviamo su una polveriera. Ma stiamo tranquilli, noi italiani buonisti, che stiamo salvando una parte di Africa e di Medio Oriente possiamo sempre contare sul nostro contro esodo...

Immaginiamoci, ovviamente come ipotesi, che noi italiani diventiamo migranti in fuga dalla guerra tra Russia ed Europa, una guerra che la maggior parte di noi non vuole, ma tanto cosa conta il pensiero dei cittadini nel nostro Paese? Zero o quasi.
Tanto vale, riprendendoci i tanti barconi collezionati in questi anni dai cari clandestini, fuggire come novelli profughi (noi sì e con tutte le carte in regola, bombardati da ovest e da est e non solo), per approdare sulle terre del nord Africa con meta Dubai, Quatar, Arabia saudita (mica vogliamo il deserto del Sahara!). Chissà come saremmo accolti dai fratelli musulmani. Sicuramente alla grande! Magari non potremo esporre i nostri crocifissi, le immagini mariane tanto care a papa Francesco meglio tenerle in tasca, ben nascoste, non si sa mai... Di certo avremo la possibilità di essere ospitati in hotel a 6 stelle... A pranzo e cena non sempre mangeremo come eravamo abituati nella nostra amata Italia, ma tutto sommato visto che di professione faremo i fannulloni... mica possiamo pretendere la luna!


I loro hotspot poi, sono all’avanguardia, super tecnologia, una cuccagna, una vacanza fuori programma: e chi ci torna più in Italia! Già, questa forse è la cosa più sicura di questo nostro viaggio immaginario. Un viaggio a ritroso ci farebbe riscoprire il martirio d’amore contrapposto a quello a base di odio, altro che accoglienza. I ricchi paesi arabi, in quanto noi infedeli, ci chiuderebbero le porte in faccia ed erigerebbero muri chilometrici. Loro accolgono i ricchi occidentali non i disperati sul loro territorio. Loro ben sanno che la migrazione incontrollata è portatrice di crisi, di scontri destabilizzanti. Non bisogna essere esperti per sapere che una cultura presuntuosa tanto più infarcita di religione fanatica non accetta il dialogo, la si subisce o la si respinge. Se nei paesi da dove fuggono i migranti vi fossero delle scuole di arti e mestieri, d’accordo con i governi disposti ad accogliere gradualmente i giovani preparati professionalmente, si potrebbe dar vita ad un piano di cooperazione serio, tagliando fuori mafie e sfruttatori (cooperative in primis).


Nella maniera attuale il barcone Italia andrà a fondo rovinando milioni di esseri umani. Quelli che oggi noi salviamo in mezzo al mare che fine faranno in un Paese che non riesce a garantire un lavoro serio ai giovani, che non è capace di sostenere chi perde il posto di lavoro, che non si occupa della denatalità, che non si accorge del degrado delle sue città, che se ne frega dei pensionati ridotti alla sopravvivenza mentre pensioni d’oro e vitalizi restano intoccabili? Intanto speriamo che il buon senso prevalga nell’Europa degli scontenti e che dalle vongole e dalle banane a misura giusta non si finisca coinvolti in una guerra di cui nessuno normale sente la necessità, tanto più che la russa è una federazione culturalmente vicina a noi, a differenza di tutti quei milioni di persone che entrano ed escono dai “nostri” territori senza averne un diritto reale.

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