vecchi e giovani in fila

Andria: è gara di solidarietà. In centinaia per donare il sangue

Gesti commoventi del grande cuore pugliese, ma anche polemiche per le linee ferroviarie antiquate e pericolose

Alfredo Lissoni
Andria: è gara di solidarietà. In centinaia per donare il sangue

Flusso inarrestabile di persone in fila per donare il sangue ad Andria. Foto ANSA

Dopo la solidarietà, è il momento delle polemiche, per il tragico incidente di Andria. Linee vecchie, sistemi di sicurezza fermi all’Ottocento (quando furono inventati e testati per la prima volta). “Se ci fosse stato il blocco automatico bidirezionale presente nel tratto di linea che va da Bari centrale a Ruvo di Puglia l’incidente non ci sarebbe stato”, commenta il professor Roberto Maja, responsabile del Laboratorio mobilità e trasporti del Politecnico di Milano. E invece, ad Andria come in molte altre linee secondarie, si usa ancora dare il via “a vista”, con il “movimentista” che guarda che la linea sia sgombra e poi autorizza; e se c’è un problema, allerta via telefono. “Un blocco telefonico non avrà mai la sicurezza di un sistema automatico”, dice Maja. E poi il binario unico, lo stesso da mezzo secolo. Il raddoppio della linea è ancora un progetto su carta. Delrio si sveglia adesso a dire che il Governo stanzierà altri 1,8 miliardi di euro...

 
Ed intanto giunge la notizia che la Ferrotramviaria, la società responsabile della linea ferrovia su cui si è verificato il tremendo incidente, ha sospeso in via cautelativa i capi stazioni che erano in servizio al momento dello scontro, nelle stazioni di Corato e Andria.

 
Menzione d'onore, invece, per il personale ospedaliero di Andria e per il grande cuore della gente. "Nessuno, né un medico né' un infermiere, ha lasciato l'ospedale dopo il suo turno di servizio e dopo una notte che è stata durissima e faticosissima per tutti quanti noi", ha dichiarato, giustamente fiero della risposta professionale arrivata da tutto il personale dell'ospedale di Andria, il direttore sanitario Vito Campanile. Proprio tutto il personale dell'ospedale ha reagito in modo straordinario, sopportando e anche reagendo ad uno sforzo che si faceva via via sempre più faticoso mentre arrivavano i feriti a decine, e in situazioni anche molto difficili, oltre a centinaia di telefonate dei familiari ("ma anche dalle ambasciate di tutto il mondo") in cerca di notizie sulle vittime e sulle persone ferite.

E straordinaria è stata anche la gara di solidarietà per donare sangue. "Sono arrivati in centinaia", racconta commossa Enza Strippoli, volontaria Avis, "dai paesi vicini e dalla città, giovani e vecchi". Si sono mobilitati anche decine di psicologi, al palazzetto dello sport di Andria, dove i familiari delle vittime hanno ricevuto ogni possibile conforto.

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