nel mondo dei sogni

La psicoenergetica di Peter Schellenbaum

Lo psicanalista svizzero Peter Schellenbaum si discosta dalla psicologia classica, mescolando alcune concezioni dell’Io come protagonista attivo alla psicodinamica

Stefania Genovese
La psicoenergetica di Peter Schellenbaum

Professor Schellenbaum, cosa si propone con questa nuova teoria?

 

Il mio intento pricipale è quello di offrire squarci nella vita identificando gli impulsi vitali provenienti dai sogni. Se vi accosterete al vostro mondo onirico, ai vostri “ inferi”, mossi dal desiderio di cambiamento e di guarigione, vi muoverete nella scia di una antichissima tradizione che inizia dalla antica Grecia fino a giungere alle rivoluzionarie scoperte psicanalitiche del XX secolo; potrete così conseguire delle esperienze positive che vi aiuteranno a risolvere molti conflitti interiori della vostra vita; ma perché il sogno offra ciò, deve essere rivissuto con il corpo e con la mente, ossia attraverso la rievocazione dei sentimenti e la guida della ragione, e poi messo in scena, recitato, anche di fronte ad un gruppo, se occorre. Durante questa reinterpretazione del vissuto del sogno, le stesse espressioni corporali, gestuali e mimiche divengono segnali energetici che devono essere colti per comprendere lo status di afflizione mentale che grava sul soggetto inibendolo e deprimendolo. Io stesso ho sperimentato questa terapia, dopo essere uscito da un grave forma di malattia, e ne ho potuto trarre dei benefici; in quel periodo mi sono accorto che occorreva ricorrere a nuove forme di elaborazione del vissuto personale per riequilibrare il principio di omeostasi psichico insito in un individuo e soprattutto il sogno doveva essere una nuova “via regia”  non solo per accedere all’inconscio, subendone passivamente i suoi messaggi (scuola junghiana), ma soprattutto per viverlo ed interagire con esso in modo quasi cosciente.

 
Che ruolo specifico ha il sogno?

 

Non dimentichiamo che la vita che il sogno mette in moto è vita condensata;  grazie a questa condensazione deriva l’intensità con cui viviamo molti sogni. Inoltre in quasi tutte le immagini oniriche particolarmente intense si condensano passato, presente e futuro, secondo la concezione freudiana dei residui diurni, e quella della integrazione di Jung, che considera anche le immagini del passato. Ma a mio giudizio esiste anche un altro elemento fondamentale il ricordo, e nel sogno il ricordo diviene presente. Non dimentichiamo inoltre che anche la neurofisiologia concepisce i sogni come processi integrativi che ci permettono di elaborare “digerire” ciò che ci serve, ed a eliminare l’inutile. Dunque attraverso il sogno rinnoviamo il nostro programma interno, ed in certi casi compiamo passi avanti nella sua realizzazione. Quando questo processo integrativo si verifica effettivamente abbiamo a che fare con sogni che io definisco creativi: quando invece restiamo bloccati in un punto nevralgico, io parlo di sogni complessuali.

Definisco questo punto doloroso scoglio energetico: se la nostra enegia non si libera e non defluisce da questo punto la nostra evoluzione resta bloccata. Il sogno è dunque in sintesi un tentativo di armonizzare i bisogni dell’organismo,le tendenze evolutive innate, la situazione concreta di vita e le offerte dell’ambiente .Esso riflette come in uno specchio ciò che è importante per la persona in un dato momento, condensando nel “qui e ora” ricordi del passato, problemi del presente e indicazioni per il futuro. Un’ immagine limpida che sfocerà in un risveglio, in una vita più desta, più completa e maggiormente adeguata alle esigenze personali.

 

Ne ha trattato nel libro Vivi i tuoi sogni. In che senso?

 Date queste doverose premesse, Vivi i tuoi sogni può essere considerata come la summa della mia opera perché in esso spiego, anche raccontando i sogni vissuti da pazienti e le mie personali esperienze, una nuova forma di psicoterapia da me adottata, la psicoenergetica, che utilizza appunto come strumenti di guarigione i gesti ed i movimenti spontanei del corpo “ ritualizzati” per rivivere i sogni.

Il sogno non viene dunque solo interpretato e raccontato verbalmente, ma viene anche rivissuto, e raccontato mediante la vivida e precipua rappresentazione scaturita dal paziente; sperimentando da anni un lavoro terapeutico basato su rituali spontanei e fantasie espressive e corporee in combinazione con il dialogo analitico classico, ho scoperto che il paziente, in uno stato di coscienza sensibile (creativa, vigile ed onirica assieme), attinge al sogno, come ad una sorgente d’energia vitale e salutare. Dunque rivivendolo attraverso gesti, mimiche, ed espressioni  compartecipi al corpo, egli si trova di fronte ad una nuova rivelazione esistenziale, ad una scossa che può risolvere molte situazioni di difficoltà.

 

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