MENTRE AVANZANO I "POPULISTI"

The Economist: "Renzi? Risultati pietosi"

Il settimanale inglese massacra il premier italiano: "Voleva cambiare l'Italia ma..."

Alessio Colzani
Renzi sbeffeggiato anche all'estero

La vignetta di Peter Schrank su "The Economist"

Una vignetta e un articolo che sbeffeggiano e demoliscono Matteo Renzi e il suo governo; così il settimanale londinese The Economist spiega ai suoi lettori quanto siano ridicole le posizioni del premier italiano. "Quando Matteo Renzi, un iperattivo 39enne, si è insediato nel febbraio 2014 promettendo di cambiare l'Italia, poteva contare sulla fiducia di molti colleghi leader dell'UE"; così inizia l'articolo che procede elencando tutti i provvedimenti dei quali si fa vanto l'ex sindaco di Firenze, dal Jobs Act alla riforma Boschi, non dimenticando però di evidenziare le contraddizioni che emergono ad esempio sulle politiche migratorie, con Renzi che finge di fare la voce grossa contro la Germania per non perdere troppi consensi, ma poi si piega a quelle che sono le direttive europee avendo la necessità di usufruire delle clausole di flessibilità senza le quali non riuscirebbe a far quadrare il disastrato bilancio del Belpaese. Dopo aver messo in ridicolo lo stile renziano, definendo "irritante" l'istrionismo del premier, il settimanale britannico spiega perché invece di fare il fenomeno in Europa a puro scopo elettorale, Renzuccio dovrebbe guardare un po' di più ai problemi che si ritrova in casa.

The Economist ricorda che "gli elettori italiani hanno perso il loro tradizionale euro-entusiasmo e in un recente sondaggio il 48% di loro voleva uscire dalla UE", senza dimenticare l'avanzata dei "populisti" e il referendum di ottobre sulle riforme, sul quale Renzi si gioca tutto. Il periodico britannico sottolinea che lo scorso anno l'economia italiana è cresciuta solo di un "pietoso" 0,8%, che il PIL resta di gran lunga sotto il livello del 2008 e che la Commissione europea ha tagliato le sue previsioni di crescita 2016 per l'Italia dal 1,4% al 1,1% mentre le banche sono gravate da crediti inesigibili. Una situazione catastrofica me realistica, insomma, gravata da un debito pubblico definito "gigantesco" (pari al 133% del PIL), e da problemi strutturali profondi, che vanno dalla burocrazia abnorme alle pensioni gonfiate. "Il signor Renzi finge di pretendere rispetto per l'Italia" - scrive The Economist - "ma sa benissimo che alle sue spalle i partner della zona euro vedono solo un debito immenso, un'economia asfittica e un elettorato sempre più irrequieto".

"Il signor Renzi è ancora giovane, dicono i suoi ammiratori. Se sopravviverà al suo referendum e alle elezioni politiche che tutti prevedono per il prossimo anno - conclude il periodico britannico - potrà forse sperare di iniziare a vedere i primi risultati della sua strategia. Le riforme potrebbero dare qualche frutto, la minaccia politica interna potrebbe calmarsi e i tedeschi potrebbero iniziare a vedere in lui qualcosa di positivo. Si tratta di una storia interessante, ma sembra più una favola che una previsione realistica".

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