violenza bestiale

Roma, sequestrata e violentata da due rom

Uno, un 33enne rumeno, è già stato arrestato. La polizia cerca il complice. E oggi manifestazione "stop violenza" in via Marcianise

Alfredo Lissoni
Roma, sequestrata  e violentata da due rom

Rapita e sequestrata per ore da due rom del campo abusivo sotto casa, al Prenestino. Lei è una bella ragazza 27enne, Besjana Kosturi; suo padre è albanese, insegnante di matematica e perfettamente integrato. Che ha dato una lezione morale al Paese, volantinando un disperato appello in cui ha lanciato "l'allarme incolumità per la vita dei nostri figli". Lui, Vladimir, attivista della Lega immigrati albanesi, ha indirizzato una lettera ai genitori e agli abitanti del quartiere. "Insieme, uniti, possiamo fermare i criminali che ci terrorizzano ogni giorno; insieme possiamo vincere il degrado del nostro quartiere". "Mia figlia ha deciso di sacrificare la privacy perché la gente sappia e le istituzioni si mettano in moto", ha detto. Ed ha organizzato, per oggi pomeriggio alle 16, una manifestazione tra viale Partenope e via Marcianise. Per dire basta.


Se lo stampino bene in fronte, questo appello, le anime belle della politica, i radical-chic dell'accoglienza-convivenza a tutti costi; quelli sempre pronti ad accusare di razzismo chi protesta per l'afflusso indiscriminato di migliaia di persone (non importa se italiane o straniere, se comunitarie o extracomunitarie) congestionate e pigiate in spazi abitativi sempre più difficili, accolte a braccia aperte e poi mollate sulla strada, ad arrangiarsi come meglio capita. Ovunque, in tutta Italia, gli immigrati di prima generazione lamentano l'impossibilità - non la mancata volontà - di integrare le frotte di stranieri che si riversano qua (a Milano, ad esempio, eritrei contro eritrei). Questa volta la violenza è esplosa per colpa di due balordi, uno dei quali già arrestato (ma quanto resterà in carcere?) che tre giorni fa ha rapito la ragazza, l'ha drogata, ha abusato di lei in un cespuglio e poi l'ha trascinata nella propria baracca - quella del campo abusivo - per continuare ad approfittarne tutta la notte, aiutato da un collega. Sino a crollare sfinito e ubriaco, permettendo così, involontariamente, alla ragazza di scappare (altrimenti che sarebbe successo?).


Cosa faranno adesso le autorità? La solita passerella di fronte a fotografi e giornali, per poi tornarte a far finta di niente? O decideranno di rimboccarsi le maniche per affrontare situazioni di impossibile convivenza, pronte ad esplodere in tutta Italia? Putroppo temo di conoscere già la risposta. E purtroppo non posso che dire: solidarietà a Vladimir e Besjana, persone coraggiose.

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