E le femministe dove sono?

Inferno a Bagnoli, i profughi abusano delle lavoratrici

Nel Padovano sono stipati quasi mille africani maschi, giovani e forti, che molestano e aggrediscono sessualmente le impiegate nell'ex caserma. Ma nessuna finora ha denunciato per paura di perdere il posto di lavoro

Redazione
Inferno a Bagnoli, abusi sessuali dei profughi sulle donne che lavorano

Foto da internet

La politica dei governi a guida Pd ha generato l’inferno di Bagnoli, il paesino in provincia di Padova dove i fautori dell’invasione hanno creato un campo profughi con quasi mille immigrati. In questo inferno le violenze e gli abusi sessuali nei confronti delle donne che lì lavorano sono all’ordine del giorno. Nel silenzio vergognoso delle cosiddette femministe e della sinistra buonista.

Come racconta il Mattino di Padova, le lavoratrici delle cooperative subiscono angherie sessuali quotidianamente. Ma nessuna di loro ha sporto denuncia per la paura di perdere il posto. E così le “risorse” catapultano la nostra civiltà indietro di secoli, con le donne costrette a subire agguati e abusi sul luogo di lavoro, minacciate sessualmente, umiliate, violate nella loro intimità e dignità.

I clandestini sbarcati sulle coste del Sud, che presentando domanda di asilo diventano appunto richiedenti, sono stati trasferiti in massa in questa ex caserma. Con il risultato di aver generato un vero e proprio ghetto che ha reso la vita impossibile ai residenti, devastando l’equilibrio sociale del territorio. In quella cloaca sono stipati quasi esclusivamente africani maschi, giovani e forti, che poi corrispondo all’identikit dell’immigrato tipo che approda sulle coste del Sud.

La situazione è peggiorata negli ultimi mesi. Nei confronti delle donne l’escalation è stata vertiginosa e scandalosa. Prima gli insulti a sfondo sessuale, corredati da gesti inequivocabili. Poi gli assalti e le violenze sessuali. Ripetute. Ora la prefettura, la stessa che ha avallato lo scempio di Bagnoli, promette di potenziare gli addetti alla sicurezza, come se fosse una misura sufficiente. L’incubo continua.

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