Contro l'invasione

Barricate contro i clandestini a Bitonto: "Non siamo in condizione di ospitarli"

"Abbiamo paura e dobbiamo salvaguardare le nostre famiglie. Qui non c'è lavoro. Potrebbero addirittura diventare nuove braccia per la criminalità"

Redazione
Barricate contro i clandestini a Bitonto: "Non siamo in condizione di ospitarli"

Le barricate dei residenti di Palombaio

Si è parlato molto nei giorni scorsi, anche a livello nazionale, della contrarietà dei residenti di Palombaio all'arrivo di un gruppo di clandestini. Da sinistra e dalle associazioni che speculano sul business dell'accoglienza sono piovute addosso ai cittadini le solite accuse di razzismo, xenofobia, discriminazione e via dicendo. Il comitato cittadino che è in prima linea contro l'imposizione forzata della presenza di immigrati non ci sta a lasciarsi insultare gratuitamente, e ha convocato i giornalisti per raccontare come stanno in realtà le cose.

"Non siamo razzisti, ma pensiamo che Palombaio non sia nelle condizioni di ospitare i migranti" è la posizione del comitato, che denuncia la mancanza di molti servizi nella frazione: "non esiste un posto di Polizia, una guardia urbana in servizio permanente, né la guardia medica o un servizio di assistenza sanitaria continua". Da questo, e non da altro come qualcuno vorrebbe far intendere, deriva la loro contrarietà: "Siamo preoccupati per le eventuali conseguenze, soprattutto la mancanza di sicurezza, che potrebbero generarsi. Abbiamo paura e dobbiamo salvaguardare ora le nostre famiglie. Qui mancano i servizi primari, non c'è lavoro. Sarebbe difficile per loro integrarsi, o potrebbero addirittura diventare nuove braccia per la criminalità locale".

La frazione è infatti già colpita da problemi sdi criminalità: "C'è molta devianza, ci sono delinquenti. I baresi sono arrivati a Palombaio dopo aver vinto un bando che riguardava soprattutto gli sfrattati e si sono integrati perfettamente. Come si sono integrate anche le famiglie straniere alloggiate nella casa famiglia presente sul territorio o altri extracomunitari che sono sposati con donne o uomini del posto, che addirittura hanno firmato la nostra petizione". Il ha promosso una petizione popolare contro l'insediamento del centro di accoglienza, consegnata alla Prefettura. In 48 ore, è stata firmata da 560 residenti, "circa un terzo dei votanti. Bisogna tener conto della loro opinione".

I residenti lamentano anche la mancanza di informazioni chiare in merito al progetto di ospitalità: "Per mesi, tutti hanno negato che nell'ex mobilificio Allegretti sarebbe nato un centro d'accoglienza, dandoci dei visionari. Nonostante la struttura non fosse in regola, i lavori sono continuati ininterrottamente sino alla nostra protesta". Nei giorni successivi alle barricate c'è stato un incontro con il Sindaco che ha confermato quanto riportato nella nota del Prefetto, circolata sulla stampa, circa l'assenza dei requisiti, ma questo non basta: "Chi ci assicura che non venga un'altra cooperativa o che altri privati non mettano a disposizione altri locali? Le voci su questa possibilità si fanno sempre più insistenti".

I componenti del comitato temono inoltre che il numero dei clandestini inizialmente ospitati possa moltiplicarsi: "Abbiamo paura che si crei l'effetto domino. Altri privati potrebbero mettere a disposizione immobili, anche per guadagnarci, e i migranti aumenterebbero sempre di più. Secondo la legge regionale - spiegano - ogni paese dovrebbe ospitare 3 migranti ogni 1000 abitanti. A Palombaio siamo circa 3.000, quindi dovremmo ospitarne 9, ma essendo una frazione in realtà la proporzione potrebbe essere fatta in base al numero totale di abitanti di Bitonto. Abbiamo chiesto al Prefetto un incontro per fare chiarezza e per dare risposte ai firmatari della petizione, ma finora non abbiamo ottenuto risposta".

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