DELIRI DI FURTO

Nel regno delle due ruote è boom dei “ladri di biciclette”

Esplode nelle grandi città la domanda del mezzo di trasporto più green in circolazione, ma con essa crescono significativamente anche i furti

Elena Salvarezza
Nel regno delle due ruote è boom dei “ladri di biciclette”

Almeno tutti, nella vita, abbiamo subito un furto della nostra bicicletta. C’è chi ironizza e lo considera un vero e proprio lavoro, sta di fatto che dal 2011 i “ladri di biciclette” sono inesorabilmente lievitati in conseguenza all’innalzamento dei volumi di vendita dei mezzi a due ruote.

“L’AUTO E' TROPPO VELOCE, IL VIAGGIO A PIEDI TROPPO LENTO. LA BICICLETTA E' UN PUNTO DI EQUILIBRIO"

Sempre più persone, soprattutto nelle grandi città, rinunciano all’automobile e il mezzo più green in circolazione risulta essere l’unica alternativa reale. Si, perché l’idea di una città in cui prevale la bicicletta, non è del tutto fantasia: per recarsi sul posto di lavoro con maggior comodità, difatti, si ricorre sempre più frequentemente all’utilizzo di biciclette e mezzi pubblici. Ma, come per ogni cosa, esistono due facce della stessa medaglia, lati positivi e lati negativi da mettere in conto. 

IN ITALIA OGNI ANNO 'SPARISCONO' UN MILIONE DI BICICLETTE 

Siamo al delirio. Due italiani su tre hanno il rimpianto della loro due ruote, considerando anche il fatto che nella maggior parte dei casi c’è chi non perde neanche più tempo a denunciare i furti e si rassegna a comprare una bici di poco valore.
Un circolo vizioso, perché con un livello così basso di denunce e senza un sistema di riconoscimento efficace del mezzo, è difficile recuperare la propria bicicletta rubata. I “ladri di biciclette” rubano non solo quelle per strada o quelle a noleggio messe a disposizione del Comune (il cosiddetto bike sharing), ma addirittura si addentrano nei box privati per sottrarre quelle più costose (bici da corsa con telaio in carbonio possono arrivare a 10.000 euro).

COME PREVENIRE E DIFENDERE LE NOSTRE DUE RUOTE?

Si tratta di un vero e proprio mercato sotterraneo, perché le biciclette rubate vengono smembrate, riassemblate ed ovviamente rivendute. Senza nemmeno tanta fatica, oseremmo dire, perché rubare una bici è relativamente facile. Le vecchie catene con i lucchetti si sono rivelate da sempre prevenzioni palliative contro i furti, tant’è che nel recente periodo sono nati siti internet appositi che mettono in rete ritrovamenti e denunce, ma dove è possibile anche registrare la targa del mezzo acquistato. E se in Italia c’è chi crea applicazioni che permettono di seguire la bici portata via e chi propone di inserire un microchip almeno a quelle più costose e all’avanguardia, negli Usa interviene nientedimeno che l'Fbi.

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