Voto Sicilia: Renzi stai sereno!

Gianluca Donati
Voto Sicilia: Renzi stai sereno!

In questi ultimi anni l’Italia era diventata un tripolarismo: Centrosinistra, centrodestra e 5 stelle. A causa di questa situazione c’èra rischio di ingovernabilità e anche per questo si chiedeva urgentemente una nuova (l’ennesima) riforma elettorale e alla fine alcune forze politiche sono riuscite a trovare un’intesa. La Lega Nord ha sempre detto che qualsiasi legge elettorale poteva andare bene purché portasse finalmente il Paese alle urne. Onestamente una visione un po’ miope, perché la “qualità” della riforma non è un fatto secondario, e in effetti, il nuovo sistema elettorale è un vero pastrocchio che rischiava di produrre ancora più ingovernabilità, facilitando future “larghe intese” tra Pd e Forza Italia. Secondo me, Renzi, a questo puntava da tempo. Dopo la sconfitta al referendum costituzionale il suo sogno di “Partito della Nazione”, è sfumato, e temendo un futuro governo cinque stelle, ha spinto per una riforma elettorale che favorisse l’inciucio trasversale tra destra e sinistra, per sbarrare la strada a Grillo. Da tempo non si parlava d’altro: il “Renzusconi”; così si diceva. Oppure, si vociferava di una possibile intesa per un nuovo Governo Gentiloni appoggiato anche da Forza Italia. Ebbene, dopo le elezioni in Sicilia (e a Ostia), lo scenario politico sembra essere completamente mutato. Il centrodestra ha vinto nettamente e i 5 stelle sono arrivati secondi. Pd e sinistra radicale sono arrivati rispettivamente terzi e quarti. Alfano addirittura è rimasto fuori, umiliato. Di fatto, anche sommando i voti del Pd e della sinistra radicale, tutto il centrosinistra unito resterebbe terzo polo, sotto 5 stelle e soprattutto al centrodestra. Questo significa che Berlusconi è politicamente risorto, e che il centrodestra è tornato prepotentemente a vincere. Intendiamoci l’esito delle urne siciliane era già stato annunciato dalle previsioni delle settimane precedenti, e ovviamente un dato “locale”, come questo, non coincide necessariamente ad un dato nazionale. Però la tendenza c’è, ed è confermata anche dagli ultimi sondaggi. Adesso il centrodestra unito, può ambire al 40%, il che significherebbe che potrebbe avere i numeri per governare in autonomia, senza perciò dover “aprire al Pd”. E l’ha capito bene Di Maio, che ha annullato il duello televisivo con Renzi, umiliandolo, considerandolo oramai fuori dai giochi. A sinistra intanto, Mdp e cespugli vari, hanno intimato che non ci potranno essere alleanze con il Pd fin quando Renzi “non si toglierà dai piedi” (parole di Bersani). Ma pensare che Renzi accetti di farsi da parte è pura utopia (considerando anche che ha vinto il congresso da poco), ergo, quasi certamente alle elezioni di marzo, il centrosinistra sarà diviso e lo scontro sarà quindi tra centrodestra e 5 stelle. Se il centrodestra riuscirà a raggiungere il 40%, avrà vinto e potrà governare da solo. Naturalmente bisognerà poi verificare “come” governerà, chi sarà il Premier e quale sarà il programma di governo. Insomma il Pd rischia di essersi suicidato. Certamente è una vittoria del Cav. tuttavia l’idea che si “vinca al centro”, che ci voglia un centrodestra a “guida moderata e liberale”, non convince, perché in Sicilia ha comunque vinto Musumeci, il candidato proposto da Giorgia Meloni, un ex “missino”, una persona per bene che appartiene alla destra “sociale” e “nazionale”, non certo un moderato, ma che non per questo può essere additato come personaggio rozzo ed estremista, tutt’altro. Di Musumeci ha scritto molto bene in questi giorni, Marcello Veneziani sul suo sito ufficiale, in un articolo web dal titolo “c’è vita sul pianeta destra”. Anche a Ostia, la situazione è analoga, dove il candidato pentastellato e quello di Fratelli d’Italia andranno al ballottaggio. Singolare che qui a Ostia, CasaPound abbia preso il 9% e teoricamente quei voti, al ballottaggio, dovrebbero andare al candidato di Fd’I. dico “teoricamente”, perché CasaPound ha già fatto sapere che loro diranno ai suoi elettori di astenersi al ballottaggio, perché per loro 5 stelle o Fratelli d’Italia, pari sono. A questo proposito, in queste ore si è anche molto parlato del gravissimo fatto dell’aggressione del clan Roberto Spada (già arrestato), ai danni di un giornalista TV; l’accusa è che vi siano contatti tra CasaPound e la mafia e che vi sarebbero stati dei voti di scambio. CasaPound nega di aver nulla a che fare con simili personaggi. Nel frattempo Il Giornale ha pubblicato un’intervista a Salvini, nel quale egli si smarca da CasaPound: “Certi voti io non li prendo”. Restiamo in attesa che la giustizia indaghi e faccia chiarezza se davvero ci siano contatti malavitosi con CasaPound, oppure sia un attacco contro una formazione di estrema destra che sta improvvisamente crescendo, e come tale, preoccupa qualcuno. Una sola cosa è certa, in Italia il Pd e il centrosinistra stanno attraversando una profonda crisi, soffia un forte vento di centrodestra e… Renzi non sta sereno!

Livorno LI, Italia

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