Intervista all'ex presidente di GayLib

Minacciato dai gay perchè gay e di destra: "Fanno i buonisti ma sono intolleranti"

Sandro Mangano offeso e insultato dalla comunità Lgbt per aver manifestato il proprio sostegno a Musumeci: "Si parla tanto di emergenza bullismo legata all’omosessualità, poi molti gay sono i primi a fomentare l’odio che dicono, a parole, di voler combattere"

Marco Dozio
Minacciato dai gay perchè gay e di destra: "Fanno i buonisti ma sono intolleranti"

Foto da Facebook

Attivista gay umiliato, offeso e minacciato dalla comunità gay perché di centrodestra e perché ha avuto l’ardire di sostenere pubblicamente la candidatura di Nello Musumeci in Sicilia. Essere gay e di destra, nell’Italia del politicamente corretto che associa l’omosessualità alla sinistra, pare marchio d’infamia meritevole di una gogna via web. Inscenata da chi si definisce buono e tollerante e invece si rivela intollerante e carico d’odio. Ecco un breve campionario delle carinerie riservate su Facebook a Sandro Mangano, siciliano, ex presidente di GayLib (associazione dei gay liberali e di centrodestra): c’è chi invoca “tante legnate” e chi auspica “la selezione naturale”, chi bestemmia e chi lo definisce “faccia di c”, chi gli dà del “povero disgraziato”, chi discetta di “Sindrome di Stoccolma”, chi parla di “vomito” e chi evoca l’utilizzo di sostanze proibite: “io i gay di destra non li capisco, ma perchè? Ma quelli di destra si battono x noi? Non mi risulta...prima la trans con l'Udc, adesso tu...ma di cosa vi fate in Sicilia?”.

Sandro Mangano, com’è possibile che una parte della comunità gay l’abbia offesa e minacciata per aver manifestato un orientamento politico?
Ho postato gli screenshot degli insulti perché sono stanco di questa situazione. È vergognoso dover subire queste umiliazioni da una parte del mondo gay solo per aver espresso liberamente un’opinione, dunque ho deciso di denunciare.

Gli attacchi l’hanno ferita?
Molto. Questa cattiveria gratuita è devastante, ti lascia senza parole.

Lei è vittima dell’odio dei cosiddetti tolleranti che si rivelano intolleranti?
Esatto. Siamo al paradosso che chi si erge a paladino della libertà, della tolleranza e della diversità insulta e minaccia chi ha un pensiero differente dal proprio. I paladini del pluralismo, liberali solo a parole, si riscoprono razzisti e intolleranti contro chi esce dal loro perimetro ideologico. Si parla tanto di emergenza bullismo legata all’omosessualità, poi molti gay sono i primi a fomentare l’odio che dicono, a parole, di voler combattere. Non stiamo parlando di persone che dissentono e interloquiscono civilmente, ma di offese agghiaccianti, come l’evocazione della selezione naturale.

Da ex presidente di GayLib certi paradossi immagino li abbia già sperimentati in passato.
Purtroppo sì, e proprio per questo dico che la misura è colma. Questa volta gli attacchi sono, se possibile, ancor più gravi dato che ero fuori dalla disputa politica, a differenza delle scorse regionali quando mi candidai nella lista di Musumeci. Nemmeno mi si può accusare di aver cercato visibilità per motivi politici: è bastato dichiarare il mio sostegno a Musumeci per scatenare l’odio nei miei confronti.

Ha ricevuto solidarietà dal mondo gay di sinistra?
A livello personale sì, persone che mi conoscono come Giovanni Caloggero dell’Arcigay Catania o Aurelio Mancuso (ex presidente Arcigay ndr) hanno condannato l’episodio, pur non essendo d’accordo con le mie posizioni. Non ci sono stati però comunicati ufficiali da parte di associazioni come l’Arcigay, e questo un po’ mi dispiace: un gesto pubblico, ufficiale, l’avrei apprezzato e avrebbe avuto un significato importante. La destra, al contrario, mi è stata molto vicina.

Cosa dice a chi ancora ritiene ossimorico l’accostamento tra gay e destra?
Se omosessuali si nasce, e ci battiamo perché l’omosessualità sia considerata condizione naturale, il pensiero politico si evolve con le scelte personali dell’individuo. La scelta politica riguarda il pensiero economico-sociale, politico a 360 gradi, tra cui, certo, rientra anche il tema dei diritti civili. Personalmente interloquisco con una destra aperta al dialogo. Si può essere conservatori e nel contempo aperti ai diritti civili. La destra però, a mio avviso, deve imparare a comunicare con un linguaggio adatto: l’errore è ricorrere a certe terminologie che nel dibattito pubblico possono apparire pesanti e respingenti, sviando dal contenuto politico. Io comunque non mollo e continuerò a rivendicare con orgoglio i miei ideali.



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