Il "falsario", gli "scambisti" e "l'accompagnatore"

Assegni falsi per 4 milioni di euro all'anno: il basista era un dipendente delle Poste

Nell'operazione 7 arrestati tra Napoli e Caserta. Tra i reati contestati, associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio e falsificazione di documenti

Redazione
Assegni falsi per 4 milioni di euro all'anno: il basista lavorava alle Poste

Assegni sequestrati dalla polizia. Foto ANSA

La polizia ha smantellato una banda di falsari nell'ambito di una operazione coordinata dalla procura di Torino. Sette le persone arrestate mercoledì 12 ottobre, tutte residenti nel Casertano e nel Napoletano, in collaborazione con la polizia postale, la squadra mobile di Caserta e il commissariato di Aversa, che ha sequestrato un centinaio di assegni, carte d'identità in bianco contraffatte, contanti per migliaia di euro, timbri di uffici pubblici, carte di credito e Postepay, dispositivi token bancari e altro materiale. Genova, Pisa, Livorno, Cuneo, Novara, Firenze e Como, oltre a Torino, le città interessate dall'operazione, ma si sospetta che l'attività della banda fosse ancora più vasta. I 7 arrestati avrebbero intascato oltre 4 milioni di euro all'anno con assegni circolari contraffatti.

La tecnica utilizzata dalla banda era sempre la stessa, secondo quanto accertato dalla procura di Torino. A far scattare l'indagine la denuncia della direttrice di una banca, nell'aprile dello scorso anno. Il basista era un dipendente delle Poste, in servizio a Napoli. Era lui ad impossessarsi di assicurate e raccomandate contenenti gli assegni, che poi consegnava alla mente del gruppo, il "falsario", che produceva i documenti falsi e li assegnava ai vari componenti della banda, gli "scambisti", che si recavano in banca per incassare gli assegni.

Il gruppo si avvaleva anche di un coordinamento logistico e organizzativo, "l'accompagnatore", che aveva il compito di individuare le filiali giuste, prenotare hotel e organizzare le trasferte. Diverse le percentuali dell'incasso: il 10% al basista, il 25% agli scambisti, il resto al capobanda e all'accompagnatore. Per tutti l'accusa è di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio, possesso e fabbricazione di documenti falsi, uso di atti falsi, falsità materiali commesse da privati e, per l'impiegato delle Poste, anche peculato continuato.

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