Brutale violenza a Chiari

Stuprata al parco da tre "profughi" pakistani. La Lega: "Castrazione chimica"

L'assessore regionale Bordonali: "Emergenza, chi ci sta facendo invadere ha la coscienza sporca. Questi tre clandestini non scappavano da alcuna guerra"

Redazione
Stuprata al parco da tre "profughi" pakistani. La Lega: "ora castrazione chimica"

Il luogo dello stupro e l'assessore Bordonali. Composizione da foto ANSA

Ennesimo caso di brutale violenza ad opera di richiedenti asilo. Questa volta a farne le spese è stata una giovanissima vittima costretta ad entrare in un parco pubblico, immobilizzata e poi stuprata da tre pakistani. Dopo la drammatica storia della 87enne violentata a Castelcovati dal vicino di casa rumeno di 32 anni, un'altra notte da incubo nel Bresciano, con questa aggressione di gruppo ad una ragazza avvenuta a Chiari. Gli aspiranti profughi, alloggiati a spese dei contribuenti in strutture messe a disposizione da privati alle solite cooperative che speculano sul business dell'accoglienza, avrebbero tra i 23 e i 26 anni.

Il tremendo fatto risale a lunedì sera quando la 22enne, che stava portando a passeggio il suo cagnolino, poco dopo le 23 è stata in un primo momento aggredita verbalmente dai pakistani nei pressi del Parco delle Rogge, uno spazio verde molto frequentato. Dopo gli insulti, gli stranieri l'hanno bloccata e derubata di tutto ciò che aveva in tasca, cioè 23 euro, ma non contenti l'hanno spinta a terra dietro ad un cespuglio costringendola a subire rapporti sessuali. Nonostante il trauma, la giovane ha trovato la forza di raccontare tutto prima alla famiglia e poi alle forze dell'ordine, che hanno avviato immediatamente le indagini.

Agli atti dell'inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Ambrogio Cassiani, c'è un certificato medico che attesterebbe la violenza subita. La vittima avrebbe riconosciuto in fotografia i tre richiedenti asilo, che sono stati rinchiusi nel carcere di Canton Mombello dove si rimpallerebbero la responsabilità, ma per gli inquirenti tutti e tre avrebbero violentato la giovane. Il fatto ha riacceso i malumori per la presenza di troppi stranieri, dopo che Chiari lo scorso dicembre era stata teatro di un'operazione anti terrorismo, culminata col rimpatrio di un kosovaro accusato di apologia del terrorismo islamico.

"Chi ci sta facendo invadere ha la coscienza sporca. Oggi ancora di più. L'unica cosa certa è che questi tre clandestini non scappavano da alcuna guerra ed è ora che il governo si assuma le proprie responsabilità per il fatto di mantenere in hotel, in centri accoglienza e in appartamento decine di migliaia di irregolari. Per questi tre ora la pena è solo una: castrazione chimica e carcere in Pakistan". Questo il commento di Simona Bordonali, assessore alla Sicurezza, Protezione civile e Immigrazione della Regione Lombardia.

"Si sta verificando ciò che avevamo sempre detto. Questa invasione si sta trasformando in una emergenza di ordine pubblico e sicurezza: non è allarmismo, ma semplice realismo e purtroppo siamo solo all'inizio" ha proseguito la Bordonali. "La provincia di Brescia sta scoppiando: registriamo il secondo stupro in pochi giorni da parte di stranieri. La commissione dice che 7 richiedenti asilo su 10 nella nostra provincia sono clandestini. È tempo che il governo Renzi inizi a far rispettare la legge e rispedisca a casa tutti coloro che non hanno diritto a rimanere".


Diversa la versione degli indagati. "La ragazza aveva accettato il rapporto sessuale, le abbiamo dato 15 euro. Inizialmente avevamo proposto cinque euro, ma lei ne voleva di più". Così due dei tre pakistani richiedenti asilo. "Dopo il rapporto", hanno aggiunto durante l'interrogatorio di convalida davanti al giudice nel carcere di Brescia, "lei ci ha lasciato il numero di telefono".

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