Vertice in Lussemburgo

Austria e Germania: "Basta immigrati. Più controlli alle frontiere"

Sobotka: "In Grecia ci sono 50mila profughi che non sono stati ancora del tutto o in parte registrati e ce ne sono molti sulla rotta balcanica"

Redazione
Austria e Germania: "Estendere oltre metà novembre i controlli alle frontiere interne"

Controli alla dogana austriaca. Da blick.ch

L'Austria e la Germania chiedono all'Unione europea di estendere oltre metà novembre i controlli alle frontiere interne, imposti come misura di emergenza nell'area Schengen, per cercare di arginare l'invasione di immigrati clandestini provenienti in particolare dalla Grecia e dalla rotta balcanica. A introdurre i controlli di emergenza erano stati Germania, Svezia, Norvegia, Danimarca e Austria, lo scorso anno, quando il continente si è trovato ad affrontare un flusso di circa 1,3 milioni di persone. Le misure di emergenza erano state però autorizzate solo fino a metà novembre.

"Credo che occorra avere un'estensione" dei controlli alle frontiere interne quando a novembre scadranno i sei mesi previsti dalla decisione del Consiglio europeo del 12 maggio, in base all'articolo 29 del codice Schengen "o che si debba pensare ad altri passi". Così il ministro dell'Interno austriaco Wolfgang Sobotka giovedì 12 ottobre al suo arrivo al consiglio Ue. "Penso che occorra guardare la realtà. In Grecia ci sono 50mila profughi che non sono stati ancora del tutto o in parte registrati e ce ne sono molti sulla rotta balcanica, quindi penso che sarà difficile che il sistema possa essere funzionante a novembre. Credo che occorra avere un'estensione, o che si debba pensare ad altri passi", ha affermato Sobotka.

A fargli eco il ministro dell'Interno tedesco: "L'attuale sistema che consente controlli alle frontiere finirà a metà di novembre. Io sono a favore della possibilità di estenderlo", ha detto Thomas de Maiziere arrivando al vertice in Lussemburgo per i colloqui con i suoi omologhi europei. "Vogliamo tornare ad una Schengen senza controlli alle frontiere interne, ma questo presume un efficace controllo delle frontiere esterne" dell'Unione, situazione che ad oggi non sussiste.

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