"Bisogna stare molto attenti"

Il procuratore Roberti: "Tra i clandestini si annidano anche potenziali terroristi"

Il buonista alla guida di antimafia ed antiterrorismo costretto ad ammettere ciò che Salvini sostiene da anni: "Sono soggetti predisposti alla radicalizzazione"

Redazione
Il procuratore Roberti: "Tra i clandestini si annidano i potenziali terroristi"

Il procuratore nazionale antimafia ed antiterrorismo, Franco Roberti

"C'è il rischio che arrivino tra i flussi, non tanto terroristi, ma soggetti che possono essere predisposti alla radicalizzazione, come avvenuto per l'attentatore di Berlino, Anis Amri e dunque occorre stare con gli occhi aperti per prevenire il fenomeno". Lo ha detto giovedì il procuratore nazionale antimafia ed antiterrorismo, Franco Roberti, a margine della Conferenza permanente dei pubblici ministeri specializzati nella lotta contro criminalità organizzata e terrorismo in corso alla Farnesina. Roberti ha sottolineato il pericolo rappresentato dai 'returnees', i combattenti che rientrano dai teatri di guerra di Siria ed Iraq. "Bisogna - ha spiegato - stare molto attenti". Quanto ai diversi casi di jihadisti che - come Amri - sono passati dall'Italia e poi hanno colpito in altri Paesi europei, per il procuratore "il fatto che finora non ci siano state azioni in Italia dimostra l'efficacia di forze di polizia ed intelligence nella prevenzione, che passa anche per arresti ed espulsioni".

Pur costretto quindi ad ammettere che tra i cosiddetti "migranti" si annidano molti potenziali terroristi, Roberti non ha avuto il coraggio di dire fino in fondo la verità e ha tirato il solito pippone sinistroide contro la chiusura delle frontiere. Appare più probabile che i mancati attentati in Italia siano dati dal fatto che qui sanno di poter agire indisturbati. "Stiamo lavorando da tempo per promuovere il percorso che porterà alla creazione della figura del procuratore europeo antiterrorismo, indispensabile per il contrasto di reti criminali transnazionali" ha aggiunto nel suo intervento. "Mentre in Europa e nel mondo c'è chi pensa a costruire muri" - ha detto il buonista Roberti - "noi magistrati cerchiamo di gettare ponti tra i vari Paesi, promuovendo lo scambio delle informazioni, dell'assistenza giudiziaria, delle esperienze, perché solo attraverso una risposta unitaria e corale le grandi sfide del terrorismo e della criminalità organizzata potranno essere vinte".

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