Italia bengodi dei criminali

La baby gang di africani che assalta treni e saccheggia negozi: libera di delinquere

In Veneto la banda responsabile del raid sulla linea Venezia - Bassano ha svaligiato in due occasioni il medesimo supermercato: minacce e violenza contro la commessa. Identificati dai carabinieri, sanno che resteranno di fatto impuniti

Redazione
La baby gang di africani che assalta treni e saccheggia negozi: libera di delinquere

Immagine video sorveglianza supermarket - Foto La Tribuna di Treviso

Nell’Italia trasformata in Bengodi per criminali, succede che una gang di giovani immigrati possa agire impunemente assalendo treni e saccheggiando supermercati. Stiamo parlando della banda di africani che due settimane fa ha tenuto in ostaggio un intero convoglio per un’ora, sulla linea Venezia-Bassano: treno fermato tra le stazioni di Castelfranco e Godego, minacce e spintoni a passeggeri e controllore, sputi in faccia, un estintore svuotato, paura, vandalismo e impunità.

Perché nonostante siano stati identificati dai carabinieri e denunciati per danneggiamenti e interruzione di pubblico servizio, le suddette "risorse" risulteranno libere di compiere nuove scorribande, di aggredire e terrorizzare, di fare ciò che vogliono in barba alla legge del Paese che li accoglie, proprio perché sanno che il sistema legislativo e giudiziario d’Italia garantisce loro l’immunità da qualsivoglia conseguenza di rilievo.

Sono otto in totale i componenti della gang, tra cui un minorenne, come quelli a cui il PD attraverso lo Ius soli vuole regalare la cittadinanza. Sono tutti regolari e residenti nel Trevigiano. Hanno dei precedenti nonostante la giovane età, ma in fondo che volete che sia, c’è chi minimizza e derubrica il tutto a “ragazzate” di gioventù. Ebbene, emerge che costoro prima e dopo il raid sul treno abbiano svaligiato un supermercato a Castelfranco Veneto: razzia di alcolici, quindi minacce e lancio di oggetti contro la commessa che li aveva scoperti.

La strafottenza di costoro risulta ancora più evidente se si considera che due di loro sono tornati nel medesimo negozio solo 48 ore dopo l’assalto al treno, quando i loro volti erano già finiti sui giornali e sui telegiornali (non tutti ovviamente). Il titolare del market li ha riconosciuti, intimando loro di lasciare la refurtiva e aggiungendo che la videosorveglianza avrebbe contribuito a smascherarli. E a quel punto le “risorse” hanno lanciato oggetti contro la lavoratrice per poi scappare. Ai curricula di questi bravi e integrati immigrati si aggiungeranno altre denunce, ma siamo pronti a scommettere che poco o nulla cambierà: lo Stato imbelle seguiterà a lasciarli spadroneggiare

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