La paura fa novanta

Renzino-mascherino: terrorizzato di perdere il referendum, liscia il pelo ai Cinquestelle

Dovendo fare i conti con un PD spaccato, il premier usa parole di miele verso l'elettorato grillino per scongiurare la sconfitta referendaria. Sul caso Raggi è passato dagli attacchi frontali a un improbabile equilibrio istituzionale

Marco Dozio
Renzi in difficoltà si riscopre buonista e "istituzionale" nei confronti dei 5 Stelle. Vaticano ondivago

Foto ANSA

Matteo Renzi rischia grosso sul referendum ora che il suo partito è ufficialmente spaccato. Teme davvero di doversi inventare un lavoro all’indomani della sconfitta referendaria (ambirebbe modestamente a diventare un conferenziere miliardario alla Clinton/Blair). Dunque ecco la nuova strategia: lisciare il pelo all’elettorato avverso nella speranza di raccattare il consenso in uscita dal movimento di Grillo. Gli attacchi frontali, le ironie, le battutacce sui pasticci a 5 Stelle nella Capitale sono solo un ricordo.

Ora il premier dissimula equilibrio istituzionale, riscopre un atteggiamento buonista e dialogante nei confronti della controparte grillina: “Non attacchiamo Virginia Raggi: rispettiamo il voto dei cittadini di Roma, facciamo vedere che siamo diversi da chi pensa che la politica sia guerra nel fango. Che abbiamo uno stile. Questo non significa abbassare la guardia" ma "noi le istituzioni le rispettiamo sempre, non quando c'è qualcuno dei nostri a governare. Prima del Pd c'è l'Italia", così il premier chiudendo la festa nazionale dell'Unità a Catania.

Sulla questione Raggi arrivano segnali contrastanti anche da Oltretevere. Da un lato l’affondo dell’Osservatore Romano su “Roma in stato di abbandono”, dall’altro la retromarcia via Ansa di monsignor Angelo Becciu, sostituto della Segreteria di Stato vaticano: “Non c'era nessuna intenzione di dare giudizi sull'operato della giunta. È giusto dare al nuovo sindaco di Roma, Virginia Raggi, il tempo di lavorare e affrontare i problemi cronici della città, che non possono dipendere dall'attuale amministrazione ma che certamente devono trovare al più presto una soluzione. Era questo, quello di cui si occupava l'articolo”. Quindi ancora un attacco, stavolta da parte del cardinale cardinale Agostino Vallini, vicario del Papa per la diocesi di Roma, che in un’intervista al Messaggero parla di "città in crisi": "La nuova Amministrazione cittadina non sembra ancora aver imboccato la strada giusta".

Assessore al Bilancio cercasi: Antonio Di Pietro si tira fuori dalla partita con un post su Facebook: "Né io né la sindaca Raggi abbiamo mai detto una cosa del genere". L'ex leader dell'Idv però non manca di solidarizzare con il sindaco romano.

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