sindrome bipolare

La nipote di Prodi si imbuca in Marocco a difesa dei secessionisti Sahrawi. Rispedita a casa.

La consigliera regionale emiliana difende l'autonomia in terre straniere ma con le "riforme" Pd ammazza le competenze delle Regioni.

Fabio Montoli
La nipote di Prodi si finge delegata di un associazione umanitaria e si imbuca in Marocco. Rispedita a casa.

Foto d'archivio

La "visita" di Silvia Prodi ai territori del Popolo Saharawi è finita con l'espulsione e rischia di far scoppiare un caso diplomatico con il Marocco. La consigliera regionale emiliana del PD e, soprattutto, nipote dell'ex Presidente del Consiglio Romano Prodi, in viaggio con una delegazione dell'associazione umanitaria Jaima Sahrawi, non in veste ufficiale, è stata bloccata all'aeroporto di Laayoun e costretta dalla Polizia a far ritorno in Italia.

Il tentativo è quello di dare risalto alla battaglia secessionista di una parte del Paese africano schiacciato dal centralismo di Rabat. Così, mentre in casa nostra il Pd sta attuando un tentativo di riforma ammazza-autonomie che verrà giudicata dal referendum del prossimo autunno, gli esponenti della sinistra italiana si occupano degli indipendentismi esteri.

"Stiamo valutando - scrive il Racmi, Rete delle Associazioni della Comunità Marocchina in Italia - manifestazioni di protesta davanti alla Regione Emilia-Romagna dopo che una consigliera ha tentato ingerenza in un Paese straniero abbigliandosi falso titolo di monitoraggio dei diritti umani. Consideriamo che andare in Marocco con intenzione di istigare è inammissibile da tutti quelli che hanno a cuore l'unità, la legalità e la sicurezza".



La risposta della Prodi non tarda "Mi sono stati requisiti i documenti e sono stata espulsa senza ricevere alcuna spiegazione scritta o verbale. La mia - continua la nipote di Prodi - non è stata una storia drammatica ma mi conferma quanto la situazione è delicata: sono rimasta per 11 ore nella zona di transito, siamo stati espulsi e il passaporto mi è stato restituito dalla polizia solo quando sono arrivata a Bologna".

Questione, questa, che sembra non placarsi. Infatti, la signora Prodi cerca di passare al contrattacco, dichiarando che, come, come Regione Emilia-Romagna, valuteranno qualche iniziativa istituzionale da prendere dopo la nota del RACMI. Prodi secessionista non ce la saremmo mai aspettata.

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