Opacità e convenzioni milionarie

Fivizzano, "richiedenti asilo" tra risse, appalti e presunte prostitute

Il caso in parlamento. Novelli, consigliere Lega: "Mi è stato negato l'accesso alla convenzione. Troppe cose non tornano, a cominciare dall'appalto per la mensa. Poi pare sia stata ingaggiata una prostituta per soddisfare gli immigrati ospiti della struttura pubblica"

Redazione
Fivizzano, "richiedenti asilo" tra risse, appalti e presunte prostitute

Una rissa, un repentino cambio d’appalto, le voci su una prostituta nel centro d’accoglienza. E una convezione milionaria oggetto di un’interrogazione parlamentare presentata dal deputato della Lega Guido Guidesi. La gestione dei “richiedenti asilo” a Fivizzano in Lunigiana fa discutere la politica locale e non solo.

Tutto comincia lo scorso anno, quando la prefettura di Massa Carrara indice un bando da 2 milioni di euro. Se lo aggiudica l’Associazione Mamme di Fivizzano, che ha in gestione l’ex convento degli agostiniani, struttura pubblica affidata al sodalizio per un affitto poco più che simbolico, di circa 2.200 euro all’anno. L’ex convento arriva a ospitare 20 presunti profughi, tutti giovani maschi nigeriani tra i 20 e i 28 anni.

Giuliano Novelli, capogruppo della Lega a Fivizzano, chiede di avere copia della convenzione, che la prefettura nega: “non ricorre il presupposto per accesso agli atti e qui mi dicono che in carico a me (consigliere comunale) non sussiste un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata”.

Da qui l’interrogazione in parlamento, che non ha avuto risposta. Nel frattempo, segnala Novelli, a luglio scoppia una rissa nel centro del paese dovuta a “problemi di convivenza nella struttura”, costringendo carabinieri e autorità a intervenire. Non solo.

Gli immigrati, come già accaduto altrove, pare si lamentassero dei pasti, anche se la fornitura è la medesima garantita per l’ospedale e le scuole del territorio. “Ad agosto vengo informato che è stato deciso il cambio repentino del servizio mensa da parte dell’Associazione Mamme. Infatti sembrerebbe che gli immigrati accolti in piazza Medicea presso l’ex convitto, si sarebbero lamentati circa la qualità del cibo loro somministrato quotidianamente dalla stessa cooperativa che rifornisce il nosocomio del capoluogo e le mense degli asili comunali. Sarebbe stato deciso, senza fare alcun bando ma con un incarico diretto di affidare il servizio mensa a un esercente del capoluogo, che abbiamo scoperto essere imparentato con una persona di spicco dell’Associazione Mamme”.

Infine il presunto caso della prostituta, che secondo quanto riferisce Novelli sarebbe stata invitata a fornire le proprie prestazioni nel centro di accoglienza: “Sembrerebbe che tre nostri ospiti clandestini, partiti con l'autobus alla volta di La Spezia, abbiano ingaggiato una prostituta loro connazionale, addirittura portandola nell’ex Convento per far usufruire delle sue "prestazioni" tutti gli ospiti. Oltretutto al termine di tale divertimento sembra mancassero gli euro per pagare le prestazioni. Non svelo nulla di incredibile", prosegue Novelli, "denuncio a voce alta quello che tutti dicono in paese. Mi è stato perfino detto che non è un reato portarsi a casa una prostituta, soprattutto per loro: peccato che in questo caso si parli di una struttura pubblica”.

La richiesta è di fare chiarezza sulla modalità con cui viene gestita la cosiddetta accoglienza: “Mi chiedo", conclude Novelli, "se il prefetto sia a conoscenza di questa situazione e mi chiedo cosa pensino le iscritte all’Associazione Mamme dei diversi episodi di cui si compone questa vicenda”.

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