Sulla pelle dei pazienti

Scandalo sanità: anziché alla qualità dei prodotti, si dà priorità al prezzo più basso

Dopo anni di tagli al sistema ospedaliero la riforma del governo obbliga a fare le gare al massimo ribasso, impedendo di privilegiare l'efficacia delle cure

Ismaele Rognoni
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Il corridoio di un ospedale. Foto ANSA

Dopo anni di continui tagli alla sanità pubblica, ora si sta passando alle centrali d'acquisto unificate che danno maggior priorità non alla qualità, ma al prezzo dei prodotti da comprare come le cerniere che servono per ricucire i tessuti della pelle, ignorando che questi punti di sutura siano a stretto contatto con la carne umana. Dopo la riforma diventata operativa a gennaio di quest'anno, sono 33 le centrali di acquisto (21 regionali, una nazionale, 9 città metropolitane e 2 province), in sostituzione delle 35mila stazioni appaltanti, che decidono il metodo con cui vengono comprati i beni e i servizi nella pubblica amministrazione e che, secondo le aspettative di governo, dovranno arrivare ad un risparmio netto di 10-12 miliardi di euro.

Naturalmente questa riforma ha suscitato malcontento e preoccupazione nelle associazioni del settore come Assobiomedica che, in Lombardia dove è presente il 30% delle imprese di tale settore, critica questo nuovo modus operandi sostenendo che si ponga maggior attenzione sul fatto del risparmio a discapito della qualità, concentrandosi solo sull'offerta più economica che spesso non rappresenta l'offerta qualitativamente migliore per i cittadini.

L'osservazione è la medesima di Walter Ricciardi, Presidente dell'Istituto Superiore di Sanità: "Qui si tocca la vita dei cittadini. Se il criterio del massimo ribasso viene trasferito tal quale alla sanità, si mette e a rischio il loro diritto a ricevere cure idonee". L'Istituto conferma anche che gli aspetti tecnico-qualitativi, fino ad ora, sono stati trascurati sostenendo un modello di accreditamento che venga affidato ad un soggetto terzo al fine di stabilire definitivamente le clausole di incompatibilità nelle persone che dovranno occuparsi delle gare di bando nazionali.

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