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Tutti contro l'Ungheria che osa chiedere un parere sugli immigrati ai suoi cittadini

Napolitano: "Referendum in contrasto le regole del diritto europeo". Il ministro degli Esteri del Lussemburgo: "Fuori dall'Unione europea chi costruisce muri"

Redazione
Tutti contro l'Ungheria che osa chiedere un parere sugli immigrati ai suoi cittadini

Jean Asselborn, Viktor Orbán e Giorgio Napolitano. Composizione da foto ANSA

Sono giunti da due diversi fronti, martedì 13 settembre, attacchi contro l'Ungheria che si appresta a svolgere il prossimo 2 ottobre un referendum per chiedere ai propri cittadini un parere sulla volontà o meno di farsi imporre dalle istituzioni europee quote obbligatorie di immigrati. Ad aprire il fuoco è stato il ministro degli Esteri del Lussemburgo, Jean Asselborn, il quale ha attaccato frontalmente in un'intervista a Die Welt il governo di Viktor Orbán, dichiarandosi favorevole a un'uscita dell'Ungheria dall'Ue.

Bruxelles "non può accettare che i suoi valori fondamentali siano violati in maniera rilevante", ha detto Asselborn, e chi "come l'Ungheria costruisce barriere contro i profughi di guerra o viola la libertà di stampa e l'indipendenza della magistratura (chissà quale film ha visto, ndr) dovrebbe essere sospesa temporaneamente o per sempre". Il ministro lussemburghese ha auspicato una modifica dei trattati Ue in modo da rendere possibile una tale opzione. In precedenza, il premier ungherese Viktor Orbán aveva accusato Asselborn di gettare discredito internazionale sull'Ue.

Un altro attacco è arrivato da Giorgio Napolitano: "Il referendum sui migranti annunciato dal primo ministro ungherese, loquace socio del partito popolare europeo, si pone in contrasto con le regole del diritto europeo". Così a Trento il presidente emerito, alla cerimonia di consegna del Premio internazionale Alcide De Gasperi al presidente della Bce Mario Draghi. "In Europa ci sono esigenze ed urgenze, anche non di breve termine, decisioni prese e annunciate che non possono attendere", ha aggiunto Napolitano.

"Una risposta la daranno gli elettori ungheresi il 2 ottobre, al referendum sulle quote obbligatorie": questo il commento rilasciato dal ministro degli esteri magiaro Peter Szijjarto all'emittente televisiva M1. I votanti dovranno approvare oppure respingere, come auspica il governo, la possibilità che "l'Ue imponga l'insediamento obbligatorio di cittadini non ungheresi in Ungheria, anche senza il consenso del parlamento". Orbán ha auspicato che il risultato faccia scattare in Europa "un'ondata di altre consultazioni popolari per fermare definitivamente questa politica nichilista".

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