La procura di Milano intende archiviare il commerciante che ha sparato e ucciso un rapinatore

Legittima difesa, Corazzo fuori dai guai: "Volevano ammazzare la mia famiglia"

"In casa non devono entrare. Grazie a Dio avevo una pistola. A un anno di distanza mia figlia soffre ancora per il trauma"

Marco Dozio
Legittima difesa, Rodolfo Corazzo: "Se non fossi stato armato avrebbero ucciso me e la mia famiglia"

Foto ANSA

È legittima difesa. Anche per la giustizia italiana. La procura di Milano ha chiesto l’archiviazione per Rodolfo Corazzo, il commerciante che il 24 novembre 2015 a Rodano, nel Milanese, che si è difeso dall'assalto di una banda di rapinatori albanesi. Ha sparato per difendere se stesso e la sua famiglia, uccidendo un pericoloso latitante evaso due volte, già condannato per omicidio, che poco prima aveva minacciato di tagliare le dita alla figlioletta di 11 anni. Lui, la moglie e la figlia ostaggi per ore di un commando pronto a tutto, anche a torturare e uccidere.

Corazzo, come ha appreso la notizia della richiesta di archiviazione?
Mi ha chiamato il mio avvocato. Era una notizia che aspettavo con ansia. È la fine di un incubo. Non nascondo che è pesante vivere con il pensiero di un procedimento aperto. Ora spero di dimenticare in fretta.

Sua figlia come sta? Soffre ancora per il trauma psicologico?
A distanza di un anno mia figlia ha ancora dei problemi. La sera, in particolare quando non ci sono, è un po' spaventata. Mi auguro che anche per lei il tempo possa rappresentare una buona medicina, insieme alla vicinanza e all'affetto di tanti amici.

Quanto le è costato doversi difendere da innocente, dover dimostrare quel che era chiaro fin da subito, ovvero che si trattava di un caso di legittima difesa?
L’avvocato Piero Porciani è un amico e un galantuomo. La sera stessa mi disse che mi avrebbe difeso senza chiedere un centesimo, e così è stato. Anche per l’autopsia il medico legale ha offerto la propria collaborazione senza chiedere nulla. Li ringrazio. Come ringrazio i carabinieri, che mi sono stati di supporto in modo straordinario, venivano a trovarmi, facevano frequenti passaggi davanti alla mia abitazione. Mi hanno tutelato in ogni modo.

Due dei tre componenti del commando sono ancora latitanti?
Sì, che io sappia sono latitanti, ma è tutto secretato, non so se nel frattempo siano stati arrestati. Comunque non ho più paura di loro.

Se lei non fosse stato armato, come sarebbe finita?
Ci avrebbero ammazzato. Tutti. Su questo non ho alcun dubbio. Il soggetto era molto pericoloso, si era innescata un’escalation che ci avrebbe portato a essere uccisi. Avevo dato loro tutto quello che avevo, ma non bastava. Grazie a Dio avevo una pistola.

Consiglia di possedere un’arma per legittima difesa?
Una macchina in mano a un ubriaco o a un tossicodipendente fa più danni di una pistola. La pistola va usata con cautela, con la testa. Chi compra un'arma poi deve essere in grado di utilizzarla, come chi compra un'auto deve in grado di guidarla, deve avere la patente. L'arma è dovuta: in casa non devono entrare. La legittima difesa, in particolare all'interno della propria abitazione, deve essere sacrosanta. Il cittadino ha diritto di difendersi. Continuerò a ripeterlo e a battermi per questo.

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