VENICE FAKTORY 

I quadri di Pacciani in mostra a Venezia

Si può scorgere la verità di Pacciani interpretando i suoi disegni come una fiaba coronata di palazzi reali, gerarchie di potere, il mondo animale e della campagna fiorentina

Paola Fiorido
I quadri di Pacciani in mostra a Venezia

VENICE FAKTORY PRESENTA PIETRO PACCIANI 

ONE SOLO SHOW, a cura di Federica Palmarin. Venice Faktory presenta le Tavole inedite della Collezione Cannella: 11 opere eseguite da Pietro Pacciani  in carcere in attesa del secondo processo di appello. Vernissage 20 Settembre  2019 ore 19, Santa Croce 901 /A Venezia-Rio Marin.

Pacciani Artista, il dubbio che apre ogni possibilità. Pietro Pacciani, identificato dalle indagini del periodo come presunto mostro di Firenze, e gli eventi che lo hanno portato sotto i riflettori del processo mediatico più eclatante dello scorso secolo Italiano sono un reality show sanguinolento, circondato di morti tutt’ora irrisolte: dalle vittime del mostro alle morti attorno al mostro, i sospettati, i testimoni e le vittime della fobia collettiva. Tutto sotto l’ occhio dello spettatore attraverso i telegiornali, la televisione e la stampa. Sott’occhio proprio come la campagna pubblicitaria anti-Mostro : “occhio, ragazzi “, l’ occhio che tutto osserva. Si può scorgere la verità di Pacciani interpretando i suoi disegni come una fiaba coronata di palazzi reali, gerarchie di potere, il mondo animale e della campagna fiorentina. I disegni realizzati durante il periodo di detenzione sotto la custodia spirituale di “suora Elisabetta” scuotono molteplici riflessioni etiche ed estetiche: l’ etica è quella di un uomo che ha trascorso diversi anni di vita in carcere e nei campi, nella natura; il suo sguardo si nutre di squarci rurali e animali che sussurrano verità; forse quella di una personalità divisa.

Saranno state queste domande ed altre ancora ad aver spinto suor Elisabetta ( anche lei inserita nei disegni di  Pacciani ) a sciogliere il voto con Dio? Etica o no, rimane l’ estetica dei disegni che, con un tratto illustrativo, sono stati ispirati dalle letture dei giornali, rotocalchi e mensili che accompagnarono la lunga carcerazione di Pietro Pacciani. I suoi disegni sono giocosi fantasiosi caricaturistici e poetici, l’ impulso è di ricollocarli oggi dove c’ è la possibilità di dare risalto a questa pop art rifiutata, un’ arte che, per il suo periodo storico, non ha avuto la giusta attenzione per via dell’ ostacolo morale e della dialettica sociale. I disegni di Pietro Pacciani ricordano i tatuaggi come nella sottocultura delle carceri; tratteggi che si assorbono in prigione dall’interazione e lo studio degli altri detenuti. Rappresentazioni di un mondo infantile, con pastelli, matite e penne, le scritture spesso sbagliate e preziose sbavature. Simbologie ricorrenti nelle tavole come la mano che impugna le rose rosse, simbolo esoterico o che rimanda a qualche partito politico ? Stemma araldico, setta o allucinazione ? . Gli stati d’ animo di Pietro Pacciani si manifestano nelle tavole della collezione Cannella, come in uno story telling. Indizi o depistaggi? 

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