terzo mondo depredato

Italia, la colonia del XXI Secolo

Il benessere oggi è assicurato dai risparmi delle vecchie generazioni ma sempre più società cambiano bandiera impoverendo l'economia nazionale

Alessandro Morelli
Italia, la colonia del XXI Secolo

Alcune delle aziende italiane vendute all'estero

Altro che Terzo Mondo depredato delle proprie ricchezze, ormai la frontiera della colonizzazione si chiama Italia, da sempre famosa per il suo "made in" ma ora sempre più poliglotta.
Sono centinaia le aziende depredate negli ultimi anni da società straniere che magari mantengono il marchio per l'alto valore dell'italian sound e lontano dal Belpaese hanno cuore e testa ma soprattutto il portafoglio.

La prossima a poter lasciare la Penisola è la storica Magneti Marelli alla quale sarebbero interessati i coreani di Samsung che avrebbero avviato trattative con Fiat Chrysler per l'acquisizione completa o parziale della famosissima azienda di componenti automotive. Si parla di un'operazione da circa 2,6 miliardi di euro che potrebbe completarsi entro la fine del 2016.

L'elenco delle aziende e società che parlano altre lingue ormai è lunghissimo e, malgrado la gravità della situazione, pare che nessuno se ne interessi.

L'ultima acquisizione da record è quella cinese ai danni del Milan, che con un affare da 740 milioni a breve avrà gli occhi a mandorla come la dirimpettaia Inter e il (fallito) Pavia mentre la Roma è a stelle e strisce.

Vediamo solo alcune delle grandi aziende cedute in questi anni partendo dal settore agroalimentare dove a farla da padrone sono le società svizzere e francesi che con Lactalis governa il mercato del latte nostrano obbligando i produttori a prezzi insostenibili. Il mercato si è spalancato dal lontano '93 quando la svizzera Nestlè comprò il marchio Italjet con i suoi brand: gelati Motta, Antica Gelateria del Corso, la Valle degli Orti. A finire tra i Cantoni anche il Gruppo Dolciario Italiano proprietario di Motta e Alemagna quest'ultima poi tornata in mani tricolori con Bauli di Verona. Nestlé controlla ancora le Italgel insieme ai surgelati e salse Buitoni, i dadi Maggi e ai cioccolati Perugina ma non solo, perché il colosso elvetico possiede anche le acque San Pellegrino e controllate cioè Levissima, Vera, San Bernardo e Panna mentre ha da pochissimo ceduto agli olandesi di Refresco le acque minerali Recoaro. Per quanto riguarda le birre i brand legati alla Peroni (Nastro Azzurro, Wuhrer e Pilsner Urquell) sono nipponici dopo una compravendita con un gruppo anglo-sudafricano.

Ed eccoci ai re del latte di Lactalis che in questi hanno si sono fatti anche una scorpacciata di formaggio italiano comprando Galbani, Locatelli, Invernizzi, Vallelata e Cademartori mentre nel 2011 la società d'Oltralpe si è bevuta Parmalat. Sempre sul fronte agroalimentare passiamo agli oli che per la maggior parte parlano spagnolo: Cirio, Bertolli, De Rica della Deoleo già titolare di Carapelli, Sasso e Friol.

Persino i mitici cioccolatini Pernigotti non parlano più italiano: l'azienda italiana specializzata nella produzione di gianduiotti, torroni, uova di pasqua e preparati per gelato è di proprietà della famiglia turca Toksöz.


Un mondo a parte è quello del lusso con che attira cinesi, arabi e francesi tra tutti. I cinesi sono molto attratti dalla  nautica che parla mandarino con i mitici motoscafi Riva e gli yacht Ferretti ma sempre in mani cinesi è finito il marchio di moda Krizia di proprietà di Marisfrolg Fashion Company. I francesi di Lvmh sono invece titolari di Loro Piana e di Bulgari mentre la holding multinazionale fondata dall'imprenditore François Pinault "Kering" ha invaso il Belpaese da Gucci a Bottega Veneta, Pomellato, Dodo, Sergio Rosso fino a Brioni mentre Valentino è saldamente in mani qatarine e la Rinascente parla thailandese.



I veri conquistatori rimangono i francesi anche nel settore energetico con Edf che ha acquisito Edison mentre Vivendi è la leader di Telecom e rimane la prima candidata all'acquisto di Mediaset dalla famiglia Berlusconi.

Altre aziende di Stato sono tra i gioielli di famiglia in svendita dal Governo italiano, così la State Grid of China è al 35% di Cassa Depositi e Prestiti Reti la scatola in cui sono detenute le partecipazioni di controllo di Terna e Snam mentre Shanghai Electric è arrivata al 40% di Ansaldo Energia.



Nel mondo dei motori è la Germania ad aver fatto man bassa tra i marchi storici dell'eccellenza italiana: Ducati Moto e Lamborghini parlano tedesco con Wolksvagen mentre Benelli è finita (e fallita) in mani cinesi e persino per le biciclette oramai serve la cartina visto che la storica Bianchi è di proprietà della svedese Cycleurope AB. Non è difficile capire neppure chi guida la Pirelli gomme, vi diamo un indizio con il nome del presidente del Cda: Ren Jianxin.

Ci possiamo dimenticare anche l'industria ferroviaria con la Fiat ferroviaria controllata da Alstom dal 2000, mentre TIBB techno Tecnomasio Brown Boveri è passata prima sotto la Daimler Benz e poi sotto la canadese Bombardier. Il governo poi ha chiuso definitivamente la partita della realizzazione di mezzi di ttrasporto su ferro con la cessione  di AnsaldoBreda e del 40% di Ansaldo Sts alla giapponese Hitachi da parte di Finmeccanica. Anche Alitalia è tra i successi dei governi italiani con la definitiva conquista da parte di Ethiad e nel settore costruzioni non possiamo non ricordare l'addio a Italcementi è finita alla tedesca HeidelbergCement per la somma di 1,66 miliardi di euro.

L'elenco è sono un breve excursus della lunghissima lista di compravendite di aziende italiane che rappresenta il disastro del quale l'economia nazionale è oggetto senza una politica industrial, ormai molte aziende (compresa Fiat-Iveco-Alfa-Lancia) hanno il portafoglio lontano dal Belpaese puntando ad interessi che sono tutto tranne che quelli nazionali, della salvaguardia dei posti di lavoro e di una produzione che permetta di soddisfare il mercato interno. Il Governo italiano da vero nano politico, è pesantemente responsabile per il silenzio e la svendita delle aziende strategiche soprattutto se pensiamo che nel nostro carrello della spesa la quota di prodotti realizzati all'estero raggiunge il 60%.


Gli italiani sono consumatori grazie ai risparmi delle generazioni anziane che riescono ancora a dare una sicurezza alle classi più giovani che intanto però stanno perdendo ogni possibilità di futuro a causa delle cessioni di aziende fondamentali per mantenere il benessere di un Paese avanzato che arranca e che rischia di essere totalmente de-industrializzato nei prossimi anni a meno che non si inverta un trend negativo sul quale nessuno pone alcuna attenzione. L'Italia è vittima di un nuovo genere di colonizzazione, se il Terzo Mondo è depredato di materie prime, il Belpaese è un salvadanaio di know how, tecnologie e saperi che senza un ombrello politico sono preda degli interessi di mercati più forti. 

LIBERA LA BESTIA CHE C'È IN TE!

Contribuisci anche tu alla sezione LIVE NEWS, inviandoci un video, una foto o un articolo!

partecipa inviandoci i tuoi:

"Vogliamo fare i poliziotti"
Parla Massimiliano Pirola, esponente del SAP di Milano

Tutele zero per noi poliziotti

Si finge medico, abusa di una donna
a PORTO SANT'ELPIDIO nelle marche

Si finge medico, abusa di una donna

Milano: senzatetto tra paura e gelo
Milano: senzatetto sempre più a rischio aggressioni in balia di notti gelide

Senzatetto: "Dormitori sporchi, meglio la strada anche se abbiamo paura"


MC S.R.L.
sede legale: via angelo maj, 24 - 24121 Bergamo
C.f./P.IVA: 04061980167 - R.E.A.: BG-431792
Email: INFO@ILPOPULISTA.IT

direttore: alessandro morelli
condirettore: matteo salvini

ILPOPULISTA.IT È UNA TESTATA TELEMATICA REGISTRATA PRESSO IL TRIBUNALE DI MILANO, N. 121 DEL 27/04/2015

per i tuoi annunci: PUBBLICITA@MC-SRL.EU