nessuna rinuncia alla normalità

Il folle delirio dell'Huffington Post Italia: "C'era bisogno degli spari olimpici di Rio?"

Un po' come chiedersi se sia utile usare la dinamite nelle cave solo perché qualche islamico si fa esplodere

Andrea Zanelli
Il folle delirio dell' Huffington Post Italia: "c'era bisogno degli spari olimpici di Rio?"

Stavo scorrendo la mia bacheca Facebook quando mi sono imbattuto in un articolo de L'Huffington Post che titolava "Siamo forti a sparare ma, nell'era del terrore, c'era bisogno degli spari olimpici di Rio?". Nell'articolo di tal Bardolini si legge: "Ci perdonino le 'mamme-cecchino' Bacosi e Cainero, il tiratore di ghiaccio Campriani, tutti sparatori indefessi e maniacali, tutti pistola, sacrifici e famiglia, ma onestamente in questo momento, mentre ancora riecheggiano gli spari dei kalashnikov del Bataclan, o le immagini dei neri americani uccisi per strada dai poliziotti, non riusciamo a vedere molta gioia sportiva nel colpire un piattello, nessuna felicità nel centrare un bersaglio imbracciando carabine o fucili da caccia. E l'eco degli spari risuona inquietante, mentre la retorica che l'accompagna persino oscena".


Parliamoci chiaro, mai articolo fu più sconclusionato e insensato.
Il commento del giornalista arriva dopo la vittoria delle azzurre, oro e argento, nella disciplina dello skeet, lo sport in cui vanno presi al volo due piattelli partendo con il calcio del fucile appoggiato alla parte superiore dell'anca. Un commento sssurdo; come si può anche solo supportare una tesi del genere? Sarebbe un po' come chiedersi se fosse ancora opportuno utilizzare le esplosioni della dinamite nelle cave per estrarre i minerali solo perché qualche islamico si fa saltare per aria. Vale solo per i fucili o anche per altre armi? La scherma, ad esempio? Ed il judo? Anche i jihadisti praticano arti marziali...


Sospendere i pacifici sport delle discipline di tiro alle olimpiadi sarebbe stato il vero errore, sarebbe stata la vera sconfitta contro terrorismo, piegarsi all'odio dei terroristi islamici e stravolgere la nostra normalità e la nostra quotidianità.
 Perché lo sport è passione, sudore, soddisfazione e non un simbolo di violenza. Non è un'arma in sé ad essere pericolosa, ma la mano che la impugna. Da cui dipende l'uso che se ne fa. Meglio che il giornalista si ponga qualche domanda...

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