mille prodotti solo per loro

Come ti vizio il pet

Animali supercoccolati e viziati. Ovvero come riuscire (con difficoltà) a "trattenersi" di fronte alle tentazioni consumistiche ed allo shopping sfrenato di oggetti e “natural wellness” superaccessoriati destinati ai nostri amici di pelo e piume

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Stefania Genovese

Stefania Genovese

Stefania Genovese, laureata in psicopedagogia e filosofia, ha ricevuto il premio internazionale "Zurich" dell'Università di Barcellona, per la sua tesi di laurea di indirizzo epistemologico sulla creazione dei miti moderni.

Autrice di programmi radiofonici sugli animali e curatrice di rubriche dedicate ai bambini. Ha diretto la rivista astronomica Kosmos e ha scritto numerosi articoli di divulgazione psicologica e scientifica sulle principali riviste italiane.

Come ti vizio il pet

Chi possiede un animale d'affezione, e tiene al suo benessere è logicamente spronato a corrispondergli una dieta equilibrata ed  ad accudirlo nel miglior modo possibile offrendogli non solo alimenti scelti ed idonei, ma anche comodità ed una serie di comfort adeguati, atti a rendere il rapporto con il proprio pet, il più soddisfacente ed arricchente possibile. Molto spesso dunque si rimane affascinati nei negozi e nei siti dedicati agli animali, dalla miriade di copertine, cuccette, guinzaglietti, giochi interattivi e quant'altro che costellano bancali, ripiani e pagine internettiane, ed immediatamente si viene colti da un "effrenatus raptus" che ci spinge a desiderare di possedere subito quel determinato oggetto, di cui il nostro pet, a nostro giudizio, non potrebbe assolutamente farne a meno, confondendo così spesso la voluttà per necessità.


Ammetto che, in questo campo, qualcuno potrebbe additarmi di presunzione, dal momento che anche io, molto spesso, recandomi nei negozi specializzati per animali, non mi esimio dal soffermarmi a guardare l'ultimo giochino modaiolo per Tommy o Milù, o anche collarini, impermeabili e cuccette "a la pagè" e difficilmente riesco a frenarmi, tanto è vero che non capita quasi mai che io non mi ritrovi all'uscita delle compere con qualche novità ludica per i due nostri beniamini di casa supercoccolati. Insomma non dovrei proprio io essere la prima a gridare al "j'accuse" verso tutto il bussiness galattico che alimenta la produzione di articoli per animali; materiali e attrezzi di ogni sorta, che molto spesso allietano e compiacciono  esteticamente il proprietario di un pet, ma che poi, all'animale stesso risultano superflui e decisamente ignorabili. Quante volte mi sono ritrovata a porgere a Milù, una bellissima pallina variopinta, o quello speciale tunnell di plastica per mici (tanto osannato da altri proprietari di felini), o un tiragraffi profumato di erba gatta, di efficacia testata e garantita, per poi accorgermi che la sopracitata felina, tanto schizzinosamente si defilava, e li lasciava inutilizzati in un angolo, continuando a preferire come gioco una caramella stropicciata, o come rifugio "l'infrattamento" tra le lenzuola pulite dell'armadio, e come suo personale "manicure" l'arrotamento delle unghie sul divano di mia madre.


Soprassiedo su Tommy che sinceramente apprezza i giochini di plastica (ne ha una scatolone pieno), soprattutto quelli destinati ad utenze infantili più che canine, prediligendo comunque divertirsi distruggendo scatole e sacchetti di carta e cartone (da qui il suo soprannome “The Eraser” o il “Distruggi Documenti Vivente”). Detto ciò, non sono qui a demonizzare o mitizzare la maggior parte degli articoli che vengono prodotti per la gioia ed il tempo libero di animali domestici e loro proprietari. Devo riconoscere infatti che molti sono estremamente utili; gli stessi guinzagli o i trasportini al di là delle loro diverse e multicolor fattezze sono più che necessari e consentono all'uomo ed al proprio fedele amico di poter godere reciprocamente della loro compagnia al di fuori delle mura domestiche...E poi insomma anche le ciotole, le speciali borracce con acqua da passeggio ecc,  o altri giochi come i kong si dimostrano alquanto validi per incentivare e sviluppare le capacità interattive e per stimolare l'attenzione dei cani. Ma ciò che mi rende veramente perplessa è constatare la sovrabbondanza e la fiera dell'eccesso adombrata allo shopping pro pet.


Ad esempio, cuscini da viaggio realizzati in eco-camoscio, resistenti alle macchie ed all'usura, giochi senza imbottitura atti alle mandibole ferine con l'aggiunta di ridondanti squittii (e qui mi sovviene il lecito dubbio: forse che gli esseri umani si colpevolizzano di aver snaturato così tanto i propri pet da ricreare per loro prodotti che li compensino, imitativamente, della vita selvatica perduta?). Ma la lista è alquanto congrua, versatile, fantasiosa ed incredibile: si va dai proteggi orecchie per i cani, alla camicia antizanzara, ai multicolor e multiforma dispenser, alle ciotole in ecopelle con coperchio, a quelle magnetiche anticalcoli, alle più impensate bag trend, alle cucce scaldabili per poi arrivare a ninnoli e ciondolini da applicare ai collari (persino griffati) e molto altro ancora, come le linee di bellezza e cura che comprendono shampoo, bagnoschiuma sofisticati e dalle profumazioni inebrianti ed esotiche (forse più per l'umano che per il pet). Dunque una vera fiera del superfluo e del "vanity affaire" da far impallidire le comuni e utili oggettistiche per animali ed esaltare iperbolicamente le più agguerrite snob dell'High Society internazionale. In conclusione tutto ciò è realmente necessario per garantire al nostro pet una esistenza felice?


Non sarebbe forse meglio comprare scientemente ciò che realmente occorra, e soprattutto cercare di ritagliare allegri momenti in compagnia del proprio animale d'affezione attraverso attività ricreative, come passeggiate, fitness, e opportunità di relazionarsi con altre persone che condividono l'amore per la natura e per gli animali? Non scordiamoci mai che l'approccio positivo con altre specie si deve svolgere sempre in un campo di rispetto ed oculato rapporto che deve considerare in ogni momento ed in ogni circostanza, quanto possa essere differente l'entusiasmo-interesse verso l'animale e la consapevolezza di ciò che l'animale in effetti è. Il rischio infatti è di materializzare l'eterospecifico, considerandolo, se pur inconsciamente la proiezione di un giocattolo infantile, e, se non addirittura di antropomorfizzarlo ignorando le sue specificità etologiche, e quindi i suoi bisogni e la sua peculiare prospettiva sul mondo, alquanto diversa da quella del suo proprietario.Talvolta si sconfina nel percepire una eccezionalità nell'animale, e si adottano nei suoi confronti atteggiamenti scomposti, maniacali e decisamente enfatizzati e possessivi, con conseguenze molto negative per la stessa interazione con il suo amico e compagno umano.


Perchè è utile rimarcare che, è come viviamo con il nostro cane o con il nostro gatto, a definire la relazione ed anche l'educazione atta a sviluppare una crescita armoniosa che consenta loro di sentirsi a proprio agio, amati, apprezzati, e gratificati nel loro incontro con l'umano. Sicuramente il nostro pet gradirà molto di più un giochino in meno, indosserrà con entusiasmo un guinzaglio più semplice e funzionale al posto di uno elaborato e costoso. Mio zio mi ha raccontato di un cocker che si rifiutava di seguire per strada il proprio padrone, ogniqualvolta lui lo vestiva con un cappottino di lana rossa molto vistoso; la povera bestia s’impuntava con le zampe e a stento si faceva trascinare, forse perché si sentiva leso nella sua dignità canina. Ugualmente non posso scordare gli occhi straniti, perplessi, e sommessamente deploranti durante quel Natale in cui avevamo follemente “addobbato” Tommy e Milù da renne. Insomma il nostro pet sarà molto più appagato se creerà con noi una modalità nei pasti e nelle passeggiate, un gioco speciale da svolgere assieme nel tempo libero, e se costruiremo dei segnali gestuali, mimici o vocali attraverso i quali potremo comunicare con lui. E perchè no scoprire assieme a lui quali sono i premi preferiti e come svolgere le modalità di premiazione per incentivarlo?  


Non occorre dunque agghindarlo con l'ultimo grido di felpa alla moda newyorkese, in ecopelle, con collo in cashmere, bottoni a pressione e cappuccio rifinito a mano, per garantirvi una uscita divertente e piacevole con il vostro pet; per lui importa primariamente il tempo che trascorrerà in vostra compagnia e per proteggerlo dalle intemperie andrà benissimo anche un semplice impermeabilino in tela cerata; probabilmente non si sarà modaioli, ma il portafoglio ne gioverà sicuramente. Spesso si parla di animali "viziati" ma tutto è sempre intimamente correlato al rapporto che vogliamo instaurare con lui; interagire affettuosamente e godere della reciproca presenza scambiandosi effusioni e coccole, renderlo parte integrante della propria famiglia, ed anche qualche volta facendogli regalini o premietti adeguati e commisurati, sempre tenendo presente la loro unicità, la loro peculiarità etologica ed intraspecifica, non significa renderli creature "viziate".


Tutto ciò invece significa la realizzazione di una condivisione simpatetica ed un accrescimento personale ed emozionale fondamentali  anche per lo stesso uomo. Piccola postilla; qualora doveste trovarvi abbacinati ed ammagliati di fronte a qualche moderno lussuoso e sfavillante accessorio, già pregustandolo indossato dal vostro pet, fermatevi a pensare a tutti gli animali randagi e quelli ospitati in canili e gattili, e la somma destinata a quell'acquisto decisamente eccessivo, commutatelo in una donazione per questi sfortunati pet.

 

 

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