Burocrazia italiana in azione

Lo credono morto e gli tolgono la pensione. La riavrà solo a febbraio

A Mestre un pensionato ha dovuto dimostrare di essere ancora vivo per riattivare gli accrediti bloccati. La banca nel frattempo aveva restituito i versamenti all'Inps. Così lui per campare è stato costretto a elemosinare un fido

Marco Dozio
Lo credono morto e gli tolgono la pensione. La riavrà solo a febbraio

La burocrazia italiana regala sempre perle meravigliose. Tragicomiche. L’ultima arriva da Mestre, dove l’Inps ha smesso di erogare l’assegno mensile a un pensionato ritenuto morto. Lui invece è vivo e vegeto. E ha pure dovuto dimostrarlo. Tutto sistemato? No, perché le lentezze burocratiche vincono su tutto, anche sui vivi erroneamente dichiarati morti, dunque lo sfortunato protagonista tornerà a incassare la pensione solo da febbraio.

Ci sarebbe da ridere se non fosse che la persona in questione, per campare, è arrivata a elemosinare un fido. La vicenda è raccontata da Libero. Per errore l’uomo viene dichiarato deceduto dal Comune nell’agosto del 2016, quindi l’Inps blocca gli accrediti e chiede alla banca la restituzione dei versamenti di settembre, ottobre e novembre. Cosa che l’istituto bancario esegue puntualmente, senza verificare perchè il suo cliente “zombie” si ostinasse ad aggirarsi per la città. Dunque il conto corrente scivola verso il rosso e ciò induce la banca a interpellare la famiglia, chiamando a rapporto la moglie del presunto deceduto e lo stesso presunto deceduto.

Che incredibilmente si è palesato allo sportello della filiale. Dichiarando incontestabilmente di essere vivo e vegeto. Però, forse per assestargli il colpo di grazia definitivo, il poveretto si è trovato costretto a ballare tra un ufficio e l’altro allo scopo di ottenere scartoffie che ne certificassero “l’esistenza in vita”. Pare ci sia riuscito. Ovviamente nessuno pagherà per il danno arrecato a un incolpevole pensionato, vittima di ottusità e sciatteria. Nessun dirigente, nessun funzionario, nessun dipendente. Come sempre. Lui è vivo. La pubblica amministrazione di questo Paese invece è morta da un pezzo.

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