Restituite le schede elettorali

Recoaro, un hotel di "profughi". Il sindaco: "Turismo a rischio"

La prefettura vuole stipare gli immigrati in un albergo del centro. In pericolo gli sforzi per rilanciare l'attrattività turistica della località termale. I cittadini restituiscono le tessere per votare in segno di protesta. Il primo cittadino: "Sono con loro"

Marco Dozio
Recoaro, un hotel di profughi. Il sindaco: "Turismo a rischio"

foto da internet

Nell’Italia centralista, quella governata dal PD di Renzi, Gentiloni e Minniti, quella che calpesta autonomie e territori con arroganza e supponenza, succede che il governo imponga un campo profughi a una piccola cittadina turistica, Recoaro Terme (Vicenza). Contro il sindaco e contro i cittadini che si stanno mobilitando come possono, raccogliendo migliaia di firme spedite al ministro degli Interno Marco Minniti. E addirittura restituendo le tessere elettorali nelle mani del primo cittadino. Atto di sfiducia estrema nei confronti di uno Stato vessatorio che mette a rischio l’economia dell’intero territorio.

Il piano è trasformare l’ex hotel Al Bersagliere in un centro di accoglienza straordinaria (Cas) dove stipare almeno 50 richiedenti asilo, in un paese di poche migliaia di abitanti che cerca il rilancio turistico. “La prefettura sta agendo senza ascoltare la comunità. Sono stato bypassato e con me i cittadini che rappresento”, spiega al Populista il sindaco Giovanni Ceola, che ha definito il campo profughi come “una città nella città, uno stabile a giurisdizione governativa su cui il sindaco non la possibilità di dire la sua”.

Un “albergo dormitorio” per presunti profughi incastonato nel centro di un paese che dovrebbe attrarre turisti: “Il comprensorio termale si trova all’inizio di una stagione di importante, ora che è tornato nella piena disponibilità della Regione, la quale ha deciso di intraprendere azioni per riqualificare e rilanciare il settore”, aggiunge il sindaco ricordando che il campo profughi “può compromettere ogni sforzo in questo senso”.

La prefettura non sembra disposta a marce indietro o ripensamenti. Eppure gli stessi documenti prefettizi sono zeppi di rimandi retorici al dialogo con le istituzioni locali e alla necessità di scongiurare grandi concentrazioni di immigrati: “In una lettera inviata ai sindaci il 25 gennaio, è la stessa prefettura a spiegare quanto sia controproducente la concentrazione di richiedenti asilo in un’unica struttura. Sottolinea che occorre dialogo costante per un’azione sinergica e produttiva tra istituzioni, affinchè la condivisione progettuale riduca l’impatto dell’arrivo dei migranti sulla singola comunità. Ma non si è verificato nulla di tutto questo. E pensare che siamo disposti ad adoperarci per la cosiddetta accoglienza diffusa. L’albergo dormitorio è tutt’altra cosa”, aggiunge ancora Ceola, che ha dalla sua parte la cittadinanza di Recoaro: “Chi ha restituito la tessera elettorale lo ha fatto per manifestare in modo civile una grande disagio e una grande preoccupazione. Che condivido. La prefettura interloquisca con noi per trovare una soluzione diversa”.

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