Liste grilline da mani nei capelli

Gli impresentabili M5S: furbetti del rimborso, massoni e riciclati del PD

Di Maio farà rieleggere i parlamentari coinvolti nella rimborsopoli pentastellata. In corsa anche un massone e due personaggi schierati con il partito di Renzi fino a poco tempo fa

Redazione
Gli impresentabili M5S: furbetti del rimborso, massoni e riciclati del PD

Foto ANSA

I grillini avevano promesso “liste di qualità”, eppure praticamente ogni giorno emerge un candidato che loro stessi, se appartenesse a un altro partito, bollerebbero come impresentabile. La selezione della classe dirigente da parte di Luigi Di Maio non pare esattamente all’altezza della situazione, per usare un eufemismo. Dai furbetti del rimborso che taroccano i bonifici, ovviamente gridando “onestà onestà”, a picchiatori, riciclati e presunti scrocconi.

Il primo passo falso, a poche ore dalla definizione delle candidature, è stato quello di Rinaldo Veri, ammiraglio della Marina militare candidato in un collegio uninominale a Roma, che si è scoperto essere già consigliere comunale a Ortona eletto con una lista collegata al PD. In Campania compare nelle liste per la Camera il massone Catello Vitiello, iscritto alla loggia “La Sfinge” che fa riferimento al Grande Oriente d'Italia.

Tra i cosiddetti riciclati, ovvero coloro che hanno cambiato partito con notevole disinvoltura, figura Nicola Cecchi, candidato a Firenze per il Senato ma fino a fino a un anno fa iscritto al PD, tessera 2016 in un circolo fiorentino, e schierato attivamente con Renzi nella campagna per il referendum del dicembre 2016. Sempre in Toscana, nel collegio uninominale della Camera a Empoli, Di Maio mette in pista Renato Scalia, nel 2014 candidato con la lista dell'attuale sindaco PD Dario Nardella alle comunali di Firenze.

Poi ci sono i cosiddetti “furbetti del rimborso”, una decina di parlamentari uscenti che hanno finto di rinunciare a parte dello stipendio taroccando i bonifici: nell’occhio del ciclone, tra gli altri, sono finiti Andrea Cecconi e Carlo Martelli, già in lista per tornare in parlamento. Quindi è stata la volta di Emanuele Dessì, candidato nel Lazio che vive in una casa popolare per la quale paga un affitto di 7 euro al mese nonostante faccia l’imprenditore: non solo, il grillino aveva girato un video con il pugile Domenico Spada, arrestato per usura e cugino di Roberto Spada, quest'ultimo celebre per aver rifilato una testata a un giornalista Rai.

E come se non bastasse nel 2015 si vantò di aver picchiato un ragazzo: costui resta assolutamente in corsa per un seggio al Senato, nonostante abbia firmato una dichiarazione di rinuncia che ai termini di legge vale zero, dato che è impossibile rinunciare alla candidatura e dimettersi nell’immediatezza dell’elezione. L’iter delle eventuali dimissioni di un parlamentare e molto più lungo e complicato, basti pensare che un ex senatore M5S come Giuseppe Vacciano per 3 anni ha tentato invano di lasciare la carica. Tradotto, gli “impresentabili” M5S ce li ritroveremo a bivaccare tra Camera e Senato a spese nostre.



post del grillino Nicola Cecchi a favore del referendum renziano (Huffpost)

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