frequentava gli estremisti islamici

Espulso immigrato egiziano: incitava al jihad

Protesta la Lega: "Perché queste persone sono qui? Chi le veicola verso i nostri territori? Chi le protegge in una vita in clandestinità?"

Redazione
Espulso immigrato egiziano: incitava al jihad e frequentava gli estremisti islamici

Inneggiava alla guerra santa e, pur essendo già stato cacciato dalla Francia, ce lo siamo ritrovato in Italia. Con la lentezza tipica del Governo Gentiloni, alla fine è stato espulso oggi un cittadino egiziano "per motivi di sicurezza dello Stato"; lo annuncia entusiasticamente il Viminale che aggiunge che "con questa espulsione, la sedicesima del 2018, sono 253 i soggetti gravitanti in ambienti dell'estremismo religioso espulsi con accompagnamento nel proprio Paese, dal 1  gennaio 2015 ad oggi". Una cifra ridicola, in verità, rispetto agli arrivi di massa dello stesso periodo.

L'espulso è un 44enne  che recentemente era stato indagato dalla Questura di Milano per i suoi contatti con soggetti caratterizzati da profili radicali. Inoltre, proprio per il suo estremismo era stato allontanato dall'Associazione Islamica di Cremona. "Dagli approfondimenti esperiti in ambito di collaborazione internazionale è stato accertato che lo straniero era già stato espulso dalle Autorità francesi nel 2010 in quanto autore di prediche che incitavano alla violenza ed al jihad contro l'Occidente", fa sapere il Viminale.


Lo scorso 30 gennaio il jihadista è stato rintracciato nella provincia di Monza-Brianza e, per questi motivi, è stato rimpatriato, con accompagnamento nel proprio Paese, con un volo decollato dalla frontiera aerea di Malpensa. Insomma, nonostante tutto, gironzolava per casa nostra. E protesta il candidato alle Regionali Federico Lena, consigliere regionale uscente del Carroccio, che commenta: "Le espulsioni vanno bene ma perché queste persone sono qui? Chi le veicola verso i nostri territori? Chi le protegge in una vita in clandestinità? Chi vuole che l’invasione venga portata a buon fine?"


"253 espulsioni in poco più di 3 anni: la jihad è al lumicino in Iraq e dintorni, i foreign fighters stanno rientrando in Occidente (Italia compresa) e sembra una grande conquista aver rimpatriato uno che si muove come meglio crede tra Italia, Francia e chissà dove altro... ma non è così!", commenta Lena. "E mi preoccupa molto anche il fatto che sia transitato nella mia provincia".

"Cremona è già stata in passato un crocevia di personaggi equivoci facenti parte della galassia islamica di moschee, associazioni, centri culturali e quant’altro. Non possiamo più permetterci il lassismo sinistrorso dei governi che ci hanno propinato panzane sulle ‘risorse’ che scappano dalla guerra. La guerra l’hanno fatta ed ora  sono in ritirata; non vorrei che la esportino da noi. I segnali ci sono già stati. Soluzioni tiepide non c’è ne sono: tolleranza zero è l’unica via per salvare noi stessi ma soprattutto il futuro dei nostri figli!", conclude Lena.

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