Il "nomos" violato

La morte di Pamela, Boldrini e l'Antigone...

Perché l'efferato delitto Mastropietro è un segno indubitabile di una democrazia che le più alte cariche dello stato hanno scientemente obliato

Stefania Genovese
La morte di Pamela, Boldrini e l'Antigone...

In questi giorni di aspra dialettica elettorale, assistiamo attoniti al processo mediatico che rende eludibile ogni palese verità contingente, mentre ogni parola, ogni gesto vengono enfatizzati e trasformati in dardi opinabili ed astutamente ritorcibili contro il proprio avversario politico. Sì perché ciò che appare, è come la comune "ratio" sia, (sempre grazie alla pluriabusata "politically correct"), mercificata a tal punto da consentire che la nostra società, ed ogni diritto universale ed indivisibile vengano spregiati ed annichiliti da una controparte che disconosce il suo stesso retaggio storico-sociale di appartenenza. Questo è ciò che maggiormente mi ha colpito durante il dibattito televisivo svoltosi tra la Presidente della Camera Laura Boldrini e l'onorevole Matteo Salvini.


A fronte della mattanza di una fanciulla cui non solo è stata tolta barbaramente, e sottolineo "barbaramente" la vita, e al cui corpo esanime è stato fatto diniego di quel rispetto e di quel decoro che universalmente devono essere attribuite a spoglie esanimi, ancora si minimizza l'atto e lo si affastella in quei rari ma possibili fatti di cronaca cui la nostra giustizia è dedita (con apparente sollecitudine e correttezza, "modus dicendi") occuparsene. Mi chiedo se la presidente Laura Boldrini non soffra di una certa cecità unilaterale, in quanto Lei soffermandosi solo sulle conseguenze "a posteriori" dell'inconsulta reazione della labile personalità di Traini, abbia invece consapevolmente omesso tutte le implicanze etiche, e morali insite "a priori" nell'omicidio di questa disgraziata fanciulla.


Non ha pensato al nostro retaggio culturale, secoli di pensiero illuminato, imbevuto di argomentazioni filosofiche e storiche a cui Lei stessa occupando una così alta carica dello Stato è tenuta ad ottemperare? Lei esponente orgogliosa della nostra grande madrepatria Europa, le cui stesse fondamenta sono messe in forse proprio da un accondiscendente ed interessato rigurgito umano primitivo ed involuto? Probabilmente dimentica Antigone; un personaggio mitico meraviglioso che Sofocle portò a memoria imperitura per tutta l'umanità...Il suo coraggio di contrastare un "vomos" umano a scapito di una etica "divina", che permetteva lo scempio del cadavere del proprio fratello...


Come scordare il suo messaggio di salvaguardia dell'altro secondo coscienza e conoscenza, universali valori della dignità e della libertà, capisaldi della nostra civiltà? Proprio questi stessi diritti umani la democrazia europea è tenuta a rispettare e a salvaguardare, facendoli oltresì onorare e rispettare da chiunque decida arbitrariamente e selvaggiamente di sconfessarli. Non si avvede l'onorevole Presidente della Camera di quanto oscurantismo si sia ammantata tutta la compagine politica a cui Lei ha dato sostegno fin'ora?


Di come una cieca tolleranza ed accondiscendenza unilaterali, stante il diritto universale violato, stiano trasformando l'Italia (un paese di gente accogliente e di buona indole), in una nazione frustrata ed in cammino verso un baratro di insoddisfazione e rabbia dissennata? Signora Presidente (non scomodiamo l'Accademia della Crusca, per declinare talune cariche nel genere femminile, perché non è in tal modo che si denota rispetto verso "il gentil sesso"), lei che ha tanto a cuore, la battaglia per i diritti delle donne, e ne fa ogniqualvolta può sfoggio pratico, proprio non scorge nel delitto di Pamela, l'apotesosi della annullamento più completo e vituperato della "donna" in sè?


Proprio a tal fine si ravveda, ampli la sue visioni e le sue intuizioni da donna colta e responsabile, non si arrocchi solo sul vilipendio e sul dileggio gratuito, gravi sì e deprecabili (anche se pur sempre tristi epifenomeni di una realtà sopraffatta, violata ed esacerbata). Volga piuttosto i suoi intendimenti oratoriamente propedeutici anche verso tutti coloro che, ad ogni etnia, o classe sociale appartengano, perpetuano alienazione e mortificazione "in toto" dell'universo femminile.

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