Integrazione impossibile

Situazione fuori controllo a Trento: ennesima maxi rissa fra immigrati

Escalation di violenze: scontri tra polizia ed extracomunitari, clandestini che presidiano un ostello, nordafricani che se le danno di santa ragione

Redazione
Situazione fuori controllo a Trento: nuova maxi rissa fra immigrati oggi, dopo quella di ieri

L'arresto di due richiedenti asilo a Trento. Da lavocedeltrentino.it

La situazione a Trento è ormai da giorni fuori controllo, domenica scorsa in Piazza Dante verso le 14.00 è avvenuta l'ennesima rissa furibonda tra due bande di immigrati tunisini contro centrafricani. Le forze dell'ordine sono subito intervenute sparpagliando i quasi 40 uomini che se le stavano dando di santa ragione con bastoni, bottiglie e ogni genere di strumento contundente. La rissa sarebbe scoppiata per il controllo del territorio dove spacciare la droga, l'agguato era stato preparato meticolosamente e organizzato dal mattino, come testimoniano i bastoni che sono stati sequestrati alla residenza Brennero nella mattinata. La questura insieme al corpo di polizia locale ha arrestato un tunisino in Piazza Dante e si registra un solo ferito non grave, che è stato portato al pronto soccorso del Santa Chiara. Alcuni protagonisti della rissa sono stati riportati alla residenza Brennero, il centro di accoglienza gestito dal Cinformi, struttura dalla quale provenivano. La rissa è poi continuata anche in Via Brennero, dove si è giocato il secondo round: i poliziotti infatti hanno rincorso due tunisini in bicicletta per tutta la strada fino all'ostello dove, dopo uno scontro, sono stati arrestati. Alcuni cittadini presenti in Piazza Dante hanno segnalato che i "contendenti" sono cominciati ad arrivare circa un'ora prima con gli autobus da tutta la città.

In mattinata alla residenza Brennero, struttura salita alla ribalta delle cronache dopo la protesta del primo di aprile quando l'espulsione dei 9 profughi indicati come responsabili della rivolta era stata piuttosto problematica e aveva richiesto un nuovo intervento delle forze dell'ordine e l'istituzione di una task force di guardie giurate private per evitare che gli espulsi tornassero alla base, dove sono accolti una trentina di richiedenti asilo, è nuovamente successo di tutto. Tre nordafricani si sono allontanati verso il centro storico mettendo negli zaini tre mazze di legno, l'operazione non è sfuggita ad un'operatore che ha subito allertato le guardie giurate che a loro volta hanno informato la questura. I poliziotti si sono messi alla caccia dei tre e dopo alcuni minuti li hanno bloccati e riportati dentro il centro di accoglienza, a tutti sono state sequestrate le mazze e questo deve aver innervosito due dei tre nordafricani, che hanno cominciato a dare in escandescenza; i poliziotti, dopo aver immobilizzato uno dei due e averlo caricato in macchina, sono riusciti pazientemente a calmare l'altro che è salito in camera per prendere i documenti che le forze dell'ordine gli avevano chiesto per così poterlo identificare. Ma quando è sceso i poliziotti, gli operatori e le guardie giurate se lo sono trovato davanti completamente nudo e in chiaro stato di agitazione, che gridava frasi sconnesse e minacciava chiunque gli capitasse a tiro. A questo punto i poliziotti hanno tentato di bloccarlo ma il richiedente asilo si è buttato per terra battendo la testa più volte sull'asfalto con gesti di autolesionismo molto pericolosi.

Ci sono voluti diversi minuti e l'intervento delle guardie giurate a supporto dei poliziotti per bloccare l'uomo in attesa dell'ambulanza. All'arrivo dell'ambulanza un medico ha iniettato un sedativo al nordafricano, che però si è gettato sulle forze dell'ordine. A questo punto per immobilizzarlo hanno dovuto comprimergli la barella dell'ambulanza sulla schiena e ammanettargli un arto alla barella e l'altro all'ambulanza, poi è stato rivestito quasi completamente con una fasciatura tipo "mummia" per poterlo renderlo innocuo; è stato poi portato al pronto soccorso scortato dalla pattuglia della questura. La collaborazione della task force delle guardie giurate si era resa doverosa dopo che dentro la struttura entrava chiunque, dagli spacciatori alle prostitute; gli operatori purtroppo, impauriti, non riuscivano a bloccare il flusso. Nei giorni scorsi la guardia di finanza era entrata nella struttura e aveva sequestrato degli stupefacenti trovati nelle camere di alcuni richiedenti asilo. Tre giorni fa le forze dell'ordine avevano operato un blitz dentro la residenza Brennero e avevano sequestrato diversa merce rubata. Il centro di accoglienza è gestito dal Cinformi, il braccio operativo della provincia autonoma per quanto riguarda la prima accoglienza.

Domenica 12 giugno, altri momenti di tensione in Piazza Dante: tutto è partito da un piccolo furto fra immigrati per poi degenerare in pochi minuti in una maxi rissa da film che ha coinvolto circa una cinquantina di nordafricani. Gli immigrati hanno cominciato a minacciarsi e picchiarsi dentro il perimetro dei giardini cittadini, davanti ad alcune famiglie con bambini che hanno assistito alla scena basite ed impaurite. Paura per un passeggino che nella fuga alcuni extracomunitari hanno centrato in pieno, poi la rissa e gli inseguimenti sono continuati nelle vie limitrofe alla piazza. Sono stati divelti pali, tombini, cestini che sono stati usati come "armi" per colpire gli altri coinvolti nella rissa e sono spuntati anche dei coltelli che per fortuna non sono stati usati. A rimetterci è stato un giovane centrafricano, trasportato al pronto soccorso del Santa Chiara in codice rosso. Massiccio l'intervento della polizia che è riuscita a fermare due nordafricani, condotti in questura per accertamenti. Circa un'ora prima un nordafricano era stato aggredito e ferito al volto con due bottigliate, da lì a poco è scoppiata in una vera guerra fra bande, oggetto del contendere probabilmente il frutto di qualche soldo guadagnato con lo spaccio legato ad episodi di microcriminalità che a Trento ormai rientrano della norma; alcuni degli immigrati protagonisti degli scontri sarebbero dei richiedenti asilo ospitati delle ex caserme Damiano Chiesa.

Dulcis in fundo, sabato 11 maggio i nove richiedenti asilo ritenuti responsabili del blocco del traffico di Via Brennero nella famosa rivolta del primo di aprile, che ha visto protagonisti una quarantina di immigrati e che non sono stati espulsi né dall'Italia né tanto meno da Trento, hanno creato nuovamente grossi problemi di sicurezza alla struttura e a chi vi opera, tentando di farvi rientro. Il blocco della Via Brennero era stato eseguito dai residenti dell'ostello, a cui man mano avevano dato manforte anche altri immigrati che erano arrivati da tutta la città a piedi e in bicicletta. La protesta era nata perché - secondo gli immigrati - non venivano dati soldi abbastanza per l'acquisto di ricariche telefoniche e perché per le viste mediche non venivano messi a disposizione automobili, e gli immigrati erano costretti ad usare i mezzi pubblici gratuiti. I motivi accampati erano i più disparati, dal permesso di soggiorno che tardava loro essere riconosciuto fino alla richiesta di erogazione di soldi contanti e la richiesta di avere internet e tv, o abitazioni più capienti. In realtà poi si era venuti a sapere che i nove soggetti erano già sotto osservazione per il loro comportamento molto aggressivo e minaccioso nei confronti degli operatori volontari della struttura, allora si era parlato anche di aggressioni e ricatti al personale e completa mancanza e rispetto delle regole del centro di accoglienza Brennero, ma dopo la rivolta è emerso che nella struttura c'era un via vai preoccupante, nel senso che il centro ospitava tutti senza nemmeno conoscerne generalità o nazionalità. I nove espulsi dal centro ora vorrebbero tornare dentro la struttura e nei giorni scorsi pare abbiano tentato con la forza di entrarvi provocando caos fra operatori e forze dell'ordine. Questi immigrati per molti giorni avrebbero tentato nella notte di "imbucarsi" clandestinamente nelle camere della struttura con la forza.

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