occidente sotto attacco

Dopo Orlando, Parigi. L'Isis colpisce ancora: uccisi un poliziotto e la sua compagna

Urlava "Allah Akbar". L'aggressore è morto dopo l'intervento della polizia in un sobborgo della Capitale. Il duplice omicidio rivendicato dal Califfato

Alfredo Lissoni
Dopo Orlando, Parigi. L'Isis colpisce ancora: ucciso un poloziotto e la sua compagna.

Foto Tele I

Un agente di polizia è stato ucciso ieri sera da numerose coltellate davanti al suo domicilio a Yvelines, a Ovest di Parigi, da uno sconosciuto che si è proclamato membro del gruppo dello Stato islamico. All'interno dell'abitazione dell'agente è stata ritrovata morta anche la sua compagna. L'aggressore è stato poi ucciso dai poliziotti del Raid, che hanno ritrovato i figli della coppia, di tre anni, sani e salvi. Secondo alcuni testimoni, l'aggressore avrebbe gridato "Allah Akbar" al momento dell'attacco all'agente. E qualche ora dopo l'attentato, l'agenzia Amaq, vicina all'Isis, ha rivendicato l'omicidio, spiegando che un combattente del gruppo ha pugnalato un agente di polizia francese in un sobborgo di Parigi prima di essere ucciso in una drammatica operazione di polizia.

La strage di Orlando crea dunque imitatori. Il sito di monitoraggio dei gruppi jihadisti sul web, Site, citando l'agenzia Amaq, ha confermato la rivendicazione: "Un combattente dello Stato islamico ha ucciso un vice comandante della stazione di polizia della città di Les Mureaux e la moglie con armi da taglio, vicino Parigi". Nella notte, il presidente François Hollande ha spiegato che "sarà fatta piena luce" sulla "natura esatta" di "questo dramma abominevole".

Il dramma si è consumato poco prima delle 20:30 quando al momento di tornare nella sua casa di Magnanville, nel dipartimento delle Yvelines, l'ufficiale di 42 anni (presso il commissariato di Les Mureaux) è stato brutalmente ucciso da nove colpi di pugnale. Il killer è poi entrato all'interno dell'abitazione della vittima e ha preso in ostaggio la compagna - anch'essa funzionaria di polizia segretaria nel commissariato di Mantes-la-Jolie - e il figlioletto di tre anni. Le forze dell'ordine sono arrivate sul posto ed hanno cominciato le trattative per convincere l'omicida ad arrendersi, ma lui, asserragliato all'interno, prima non ha risposto, poi, secondo le fonti, ha dichiarato di "essere dello Stato islamico". Il quartiere è stato blindato, gli abitanti fatti uscire dalle loro abitazioni, tagliati luce e gas. Verso mezzanotte, due forti detonazioni e il definitivo assalto delle teste di cuoio del Raid, le stesse che intervenirono all'Hyper Cacher nel gennaio del 2015. Durante il blitz, l'uomo ha aperto il fuoco contro gli agenti, il che gli ha indotti ad ucciderlo per legittima difesa. Poi la macabra scoperta del corpo senza vita della donna. Salvo solo il bimbo, "sotto choc ma indenne".

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