non solo floyd

Capo indigeno picchiato dalla polizia, shock in Canada

Dopo aver fatto del male alla moglie, un agente si lancia contro l'uomo, lo getta a terra e comincia a prenderlo a pugni e calci con una violenza inaudita, urlandogli "non opporre resistenza!"

Redazione
Capo indigeno picchiato dalla polizia, shock in Canada

Da Minneapolis a Fort McMurray. L'ennesimo episodio di violenza della polizia contro il rappresentante di una minoranza, in questo caso un nativo, ha lasciato il Canada sotto shock. Ad Allan Adam, capo della comunità di Athabasca Chipewyan, è andata certamente meglio che a George Floyd ma i dodici minuti di filmato in cui viene preso a calci e pugni da un agente per una targa scaduta hanno squarciato il velo sul razzismo che permea diverse istituzioni anche del Paese guidato dal paladino dei diritti Justin Trudeau, che ha subito chiesto un'indagine indipendente. La vicenda risale al 10 marzo ma il video, ripreso da una telecamera piazzata sull'auto della polizia, è stato reso pubblico soltanto due giorni fa. Adam e la moglie escono da un casinò in Alberta, i poliziotti si avvicinano per via della targa. Comincia una discussione tra l'agente e il capo nativo che urla: "Sono stanco di essere molestato dalla polizia!".

Uno dei poliziotti prova ad arrestare la moglie torcendole il braccio dietro la schiena con forza. Lei emette un grido di dolore e Adam si infuria: "Lascia stare mia moglie!", grida all'agente. La tensione sale. Prima il capo nativo e la moglie rientrano in macchina, poi lui riesce e un poliziotto prova ad arrestarlo. L'ennesimo urlo di Adam, stavolta più veemente. "Don't fucking touch me!". A quel punto un altro agente si lancia contro l'uomo, lo getta a terra e comincia a prenderlo a pugni e calci con una violenza inaudita, urlandogli "non opporre resistenza!". Immagini agghiaccianti, difficili da sostenere. "Scioccanti" per il premier Trudeau, che ha chiesto di aprire subito un'inchiesta indipendente.

"Sappiamo che non si tratta di un episodio isolato", ha ammesso. "Molti canadesi neri o nativi non si sentono al sicuro con la polizia. E' inaccettabile e dobbiamo cambiare le cose", ha detto ancora mentre in tutto il mondo si scende in piazza per manifestare contro il razzismo e le violenze esagerate da parte della polizia, in larga parte contro le minoranze. Dopo un'esitazione iniziale - prima che il video fosse reso pubblico il dipartimento di polizia locale aveva definito le azioni dei due agenti "ragionevoli" - anche la Royal Canadian Mounted Police ha condannato l'accaduto. "Il razzismo fa parte di ogni istituzione, quindi anche della nostra", ha scritto in un comunicato il capo della polizia Brenda Lucki. "In passato e ancora oggi non abbiamo sempre trattato con giustizia i nativi", ha ammesso, in parte recuperando lo scivolone commesso in precedenza dichiarandosi non convinta che "il razzismo fosse un problema della polizia". Ha parlato anche Adam, il cui volto tumefatto ha fatto il giro di media e social di tutto il mondo: "Siamo una minoranza, nessuno ci tutela. Quindi quando la nostra gente commette un errore la polizia arriva e fa sempre un uso eccessivo della forza. Tutto questo deve finire, quando è troppo è troppo".

Adam dovrà comparire in tribunale il 2 luglio. E' accusato di aggressione e resistenza a pubblico ufficiale. Il suo avvocato, Brian Beresh, chiederà che cadano tutte le accuse. Esperto di diritti dei nativi, il legale ha raccontato che in 44 anni di carriera è stato testimone di continui abusi da parte della polizia canadese. "L'ho visto sin dal mio primo giorno di lavoro. Vorrei che la Royal Canadian Mounted Police prendesse dei provvedimenti concreti per evitare che accada di nuovo. Se è successo questo al mio cliente, che è un capo rispettato, cosa può succedere ad un uomo della strada?".

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