Bormio e immigrati, nuovo capitolo

Altro che bufala! "Profughi" alle terme? Richiamo del Prefetto

La Prefettura ha inviato ai gestori dell'hotel una circolare per chiedere "maggiore sobrietà e riservatezza" e "maggiore controllo sui comportamenti degli immigrati all'interno e all'esterno dei centri di accoglienza"

Marco Dozio
"Profughi" in gita alle terme? Il Prefetto li richiama a "sobrietà e riservatezza"

La lettera del Prefetto Scalia

Com’era la faccenda dei “profughi” alle terme di Bormio? Una bufala? Una terribile gaffe? Un “epic fail”, come dicono gli amanti degli inglesismi all’amatriciana? Maestrine supponenti, anime belle e saputelli del web, riuniti nell’esercito del bene, si sono scagliati contro la Lega e quei “brutti e cattivi” de “ilpopulista.it” colpevoli, a loro dire, di spargere disinformazione sulla pelle dei “migranti”. Gridando, appunto, alla bufala. Quando la Lega e “ilpopulista.it” non hanno fatto altro che raccontare l’episodio e sollevare una questione di opportunità. Ed ecco che il 5 luglio sul sito della Prefettura di Sondrio appare la lettera che il Prefetto Giuseppe Scalia ha inviato ai gestori dei centri di accoglienza della provincia. Il riferimento è chiarissimo.


A seguito delle note vicende che hanno interessato alcuni giovani immigrati accolti in un centro di accoglienza di questa Provincia, questa Prefettura invita i signori gestori ad effettuare un maggiore controllo sui comportamenti sia all’interno che all’esterno dei centri, nel rispetto sia del concordato Regolamento, sia della ‘Carta per la buona accoglienza delle persone migranti’. I signori gestori sono invitati, altresì, a rappresentare tale raccomandazione anche ai volontari che collaborano all’interno delle strutture, per una maggiore sobrietà e riservatezza”.


Ma come, anche per il Prefetto la gita alle terme e l’esibizione del sollazzo via social erano inopportune? Il richiamo a “sobrietà e riservatezza” è assolutamente eloquente. Sarà mica “razzista, xenofobo e bufalaro” anche il Prefetto, vero? Il nostro giornale ha rilevato che queste persone, alloggiate nel centro di Bormio, all’hotel Stella, con vitto e alloggio pagati dai contribuenti, vivono da turisti e come tali si comportano.


Un’annotazione a margine: i dati forniti dalla Prefettura di Sondrio dicono che l’hotel Stella accoglie 59 richiedenti asilo, di cui 38 in attesa del primo responso da parte della commissione territoriale. Quindi per 21 questo primo giudizio è arrivato. Ebbene, solo 3 ospiti hanno ottenuto uno status di protezione internazionale, mentre in altri 18 casi la domanda è stata respinta. Una percentuale di bocciature notevole. Questi ultimi hanno fatto ricorso e dunque per legge possono restare nella struttura come richiedenti asilo, ma di certo non possono considerarsi profughi. Anzi. Il primo grado di giudizio ha detto l’esatto opposto, ovvero che la gran parte di questi immigrati non avrebbe diritto a restare in Italia. 


Per quanto riguarda le modalità d’ingresso nella struttura, “Ilpopulista.it” aveva intervistato il direttore delle terme di Bormio, il quale spiegava che queste persone non sono entrate gratuitamente. Sono entrate grazie dei buoni vinti in un concorso sui presepi, arrivando terzi? Bene. Il primo classificato ha vinto un libro. Che sia meglio un libro o una serie di ingressi omaggio alle terme non è affar nostro: de gustibus. Il punto è un altro. E attiene, come si è visto, a una questione di opportunità. Che persino quei “cattivoni” della Prefettura hanno riconosciuto. Con buona pace dei buonisti d’accatto. Per la lezioncina ripassate pure la prossima volta.

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