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Stazioni ferroviarie a rischio. Sputi, sberle e persino stupri

A giugno una tentata violenza sessuale a Milano; l'anno scorso una baby gang aveva devastato un vagone a Saronno Sud

Alfredo Lissoni
Stazioni ferroviarie a rischio. Sputi, sberle e persino stupri

Fonte quotidiano.net

Nonostante le guardie private, che per la verità si sono viste assai poco, dopo la vicenda del controllore milanese a cui una pandilla aveva cercato di mozzare un braccio a colpi di machete a Villapizzone di Milano, le stazioni milanesi e dell'hinterland varesino sono sempre più a rischio. Anche di stupro. A giugno un marocchino di 24 anni è stato arrestato con l'accusa di aver violentato un'italiana 46enne, tossicodipendente. Il fatto è avvenuto a Milano, vicino alla Stazione Centrale, in piazza della Repubblica, a notte inoltrata. Secondo una ricostruzione delle forze dell'ordine, la donna, che doveva prendere un treno, aveva chiesto all'uomo una sigaretta. I due si sono messi a parlare e il nordafricano si è avvicinato. Prima l'ha palpata e ha cercato di baciarla, poi, nonostante le resistenze, l'ha stuprata. La donna, sotto choc, ha avvisato le forze dell'ordine. E la Mangiagalli ha confermato la violenza (anche con numerosi graffi in viso).


Ma già l'anno scorso un caso analogo si era verificato, questa volta, su un treno. Prima avevano devastato e distrutto l'interno di un vagone, poi avevano sequestrato una ragazzina di 15 anni ed avevano tentato di abusare di lei in branco. Protagonisti di quella che non si può certo definire una bravata, ma una vera e propria “arancia meccanica”, tre minorenni nordafricani. Tutto era iniziato sulla tratta ferroviaria Saronno-Albairate, nel varesino. È l'8 gennaio 2015 e tre giovani nordafricani tra i 15 ed i 16 anni, due residenti a Saronno e uno nel Comasco, bigiano la scuola e salgono su un treno in direzione di Milano. Al rientro a Saronno, nei pressi della stazione di Saronno Sud, iniziano a distruggere i vagoni, rompendo i vetri e svellendo i sedili; i pendolari presenti sono terrorizzati al punto da scendere a rotta di collo dal treno, ma non paghi di ciò i membri della baby gang decidono di tirare il freno d'emergenza per scappare a piedi.


Ma non finisce qui; instancabili, i ragazzi incontrano una coetanea, una giovane nordafricana, e la invitano a casa per “guardare un film porno”. Poiché la giovane, per nulla allettata all’idea, non vuole seguire il gruppo, viene trascinata fino alla casa di uno dei ragazzi, gettata su un divano e toccata intimamente. Impossibile scappare, in quanto la porta di casa viene chiusa a chiave (il che configura il reato di sequestro di persona). Fortunatamente, approfittando di un attimo di distrazione dei tre, la giovane riesce a telefonare al padre, convincendo così il branco a lasciarla andare. Per strada chiederà aiuto alle gente e verrà portata al pronto soccorso, ove sarà medicata e dimessa. Per i tre, che non avevano precedenti penali, erano scattati gli arresti domiciliari. Ad aprile la Provincia di Varese ha lanciato l'allarme: pendolari a rischio di aggressioni, ogni due giorni un caso. Dai semplici insulti agli sputi, dai ceffoni e, in qualche caso, le coltellate.

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