accoglienza, accoglienza... e poi in strada

Ex militare rumeno vive in una baracca sull'Adda: "Ci aggrediscono, ci prendono per rom"

Lui, anzi loro, dato che sono una coppia, si trovano fuori dalla ciclabile che da Lodi porta a Boffalora. Vivono nel bosco in una casa costruita con teli di plastica e assi di legno

Redazione
Ex militare rumeno vive in una baracca sull'Adda: "Ci aggrediscono, ci prendono per rom"

Un'altra delle tante, troppo vittime dell'accoglienza indiscriminata del Governo. Che spalanca le porte a tutti, li illude e poi, non avendo le risorse, li molla in mezzo alla strada. Quando sarebbe meglio, se proprio si vuole, aiutarli a casa loro ed impedire di arrivare tutti in massa qui, in un Paese ormai povero, che non ha più risorse nemmeno per gli italiani. Ma tant'è.


Lui, anzi loro, dato che sono una coppia, si trovano fuori dalla ciclabile che da Lodi porta a Boffalora. Vivono nel bosco in una baracca costruita con teli di plastica e assi di legno, vicino al fiume Adda. Li ha scovati un giornale locale, Il Cittadino, che li ha intervistati. Lui si chiama Giorgio, è rumeno ed è stato - dice - un ufficiale dell'esercito nella coalizione NATO in Iraq. Non si sa come sia arrivato in Italia ma da allora vive in quella baracca a pochi metri dal fiume.


"Ho avuto il permesso di stare qui, perché non faccio niente di male", dice. Probabilmente non è così, ma evidentemente le autorità chiudono un occhio e, per non occuparsi del problema, fingono di ignorarlo. Lui e la sua compagna cucinano su un barbecue amatoriale fatto con qualche mattone e una piastra di ferro. Va bene finché c'è caldo. D'inverno è dura. Non c'è luce elettrica, non c'è il bagno, ha però un telefonino. Ironia della sorte, Giorgio si lamenta che il parco sia lasciato preda dello sporco. "Qui era pieno di tronchi, ho dovuto spostare tutto io sulla mia schiena, per costruirmi la casa". E denuncia poi la presenza di bracconieri che cacciano i fagiani senza permesso. "Qui la gente è molto sospettosa con noi, ci tratta male", dice, "ci scambiano per rom". "Ho molti amici", racconta, "ma anche nemici: una volta due persone sono venute di notte e ci hanno aggrediti. Ma io non ho paura, questa è la mia casa".

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