fiamme gialle in quattro banche

Ferrara: perquisita la Carife. Ipotesi di bancarotta fraudolenta

Era stata salvata dalla sciagurata legge di Renzi, che in questo caso risarcirà solo il 50% dei 4.000 obbligazionisti escludendo 28.000 azionisti, che si sono visti bruciare i risparmi di una vita, “facendo da cavie a un esperimento andato male”

Alfredo Lissoni
Ferrara: perquisita la Carife. Ipotesi di bancarotta fraudolenta

Nuovi guai per la banca Carife di Ferrara. Dopo gli avvisi di garanzia a carico di 17 ex dirigenti e amministratori, sono scattate giovedì le perquisizioni nelle sedi di 4 banche italiane che hanno partecipato all'aumento di capitale: Banca Popolare di Bari, Banca Popolare di Cividale, Banca Popolare Valsabbina (Brescia) e Cassa di Risparmio di Cesena. Contestualmente alle perquisizioni sono state notificate dalla Guardia di finanza altre 4 informazioni di garanzia ai 4 dirigenti di queste banche, che portano a 21 gli avvisi, come informano le Fiamme Gialle di Ferrara.


Le indagini della Procura di Ferrara legate all'aumento di capitale della Carife, realizzato nel 2011 per 150 milioni di euro, ha portato alle perquisizioni nella stessa sede della banca a Ferrara, in una società controllata e nelle altre 4 banche. Le perquisizioni sono state eseguite da militari del Nucleo polizia tributaria di Ferrara con l'ausilio di unità specializzate in 'computer forensics and data analisys' dei Nuclei polizia tributaria di Bari, Bologna, Brescia, Forlì e Udine. Soddisfatti i 32.000 risparmiatori di una delle tante banche salvate da Renzi grazie alla sciagurata legge sui rimborsi, che in questo caso risarcirà solo il 50% dei 4.000 obbligazionisti escludendo 28.000 azionisti, che si sono visti bruciare i risparmi di una vita, “facendo da cavie a un esperimento andato male” e che ora sperano che almeno venga fatta giustizia.


Le indagini sono state avviate nel febbraio 2015 dal Procuratore capo di Ferrara, Bruno Cherchi, e hanno visto l'acquisizione da parte delle Fiamme Gialle ferraresi di una imponente mole documentale dall'istituto di credito estense, con le ipotesi di reato di falso in prospetto, aggiotaggio, ostacolo all'esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza e la raccolta di numerosi testimonianze fra cui dirigenti e funzionari delle Autorità di vigilanza. La dichiarazione dello stato d'insolvenza di Carife da parte del Tribunale di Ferrara, in connessione alle indagini sull'aumento di capitale, ha portato gli inquirenti a rivalutare gli stessi fatti nell'ambito della legge fallimentare, per gli articoli 216 e 223, bancarotta fraudolenta patrimoniale.

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