INVASIONE SENZA FINE

Brescia, raggiunta quota 2.497 presunti profughi

Il 70% non ha i requisiti per restare, ma rimane in hotel e strutture grazie ai ricorsi ai tribunali ordinari

Redazione
Presunti profughi protestano a Cagliari

Foto ANSA

Ancora presunti profughi. Brescia si prepara, suo malgrado, ad una nuova ondata di arrivi e con i 300 immigrati che saranno spostati dal centro di Bresso (Milano) alla provincia bresciana si arriverà a toccare quota 2.497 ospiti. Numeri pesanti, tant'è che a cooperative ed albergatori è stato chiesto di approntare nuovi posti. Ad oggi, sul territorio, sono ospitati 2.078 richiedenti asilo, 16 dei quali sono arrivati sabato 9 luglio e la situazione sta diventando sempre più caotica poiché i posti messi a disposizione dall’ultimo bando (2.308), sono in realtà inferiori a quelli previsti sulla carta. Inoltre, molti dei privati che si erano proposti per accogliere gli stranieri, non avendo i requisiti hanno quindi lasciato numerosi tasselli scoperti.


In Prefettura sperano che anche le parrocchie possano fornire un contributo: l’ipotesi è che i sacerdoti bresciani possano mettere a disposizione 50 posti; altrettanti potrebbero arrivare dalla Val Camonica. Il punto è che molti Comuni bresciani si sono rifiutati di ospitare i richiedenti asilo: la maggior parte è perciò stanziata a Brescia (618), Montichiari (120), Castenedolo (56), Ospitaletto (54). Si contano anche Comuni amministrati dal centro-destra, come Lonato, visto che un albergatore o una cooperativa possono muoversi (e attivare posti) anche senza l’assenso del sindaco. Per ora il problema è stato arginato distribuendo i presunti profughi a Bresso. Ma il centro milanese, gestito dalla Croce Rossa, ha poi il diritto di ridistribuire gli immigranti per le varie province. 


E arriviamo al vero nocciolo del problema: perché non ci sono posti? Presto detto. Nonostante oltre il 70% degli immigrati non venga riconosciuto come profugo, con tanto di domanda respinta, continua a restare nelle strutture pagate con i nostri soldi pur non avendo ottenuto alcun riconoscimento giuridico. Infatti, i furbi stranieri a cui non è concesso lo status, per rimanere, fanno ricorso al Tribunale ordinario; una mossa che permette di sospendere l'espulsione, il tutto facilitato dal patrocinio gratuito. Insomma, per loro, poca spesa e tanta resa. A tamponare il problema potrebbe essere l'iniziativa dell’assessore alla Sicurezza di Regione Lombardia, Simona Bordonali, che ha proposto di aprire l’istruttoria di asilo, "solo a coloro che fuggono da nazioni in guerra". Un’ipotesi di buonsenso, ma, come sappiamo, tale qualità sembra aver abbandonato il Governo.

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