Intervista al leader di Possibile

Civati: "Il Pd imita la Lega? Sbaglia, la gente sceglierà l'originale"

"Se si dice di non dare le case agli stranieri, allora la gente cerca Salvini, non Fassino. Se Renzi dice che gli immigrati sono troppi, allora la gente pensa che è andato sulle posizioni della Lega e quindi che la Lega ha ragione"

Marco Dozio
Civati: "Il Pd imita la Lega? Sbaglia, la gente sceglierà l'originale"

Foto ANSA

La sinistra dell’establishment può tutto. Per definizione. Può dire d’improvviso quello che la Lega e Salvini han sempre detto sull’immigrazione, addirittura con toni e contenuti pressochè identici. Che però proferiti da lorsignori diventano ragionamenti improntati al buon senso, al realismo, al pragmatismo, crude ma utili analisi della società in trasformazione. “Non possiamo accogliere tutti. Il cittadino che vede uno bighellonare dalla mattina alla sera non è felice e ha ragione”. Chi l’ha appena detto? Renzi. E ancora: “Finora in Italia l'immigrazione è stata governata tutto sommato bene, ma in termini di numeri stiamo arrivando al superamento della soglia che è governabile. Per esempio nell'assegnazione delle case popolari, il criterio basato sulla composizione dei nuclei familiari premia sempre più spesso le famiglie immigrate, che fanno più figli. Bisogna domandarsi fino a quando la graduatoria unica è sostenibile. Questo per non alimentare conflitti tra chi quel diritto lo esige”. Chi l’ha detto? Fassino, come riportato da Il Giornale. Concetti che se pronunciati da leghisti diventano magicamente manifesto d’inciviltà, prodotti di una sottocultura dell’intolleranza (la sottocultura è un must irrinunciabile), stramberie razziste, incitamenti all’odio e alla discriminazione e tanto, tanto altro ancora.

Giuseppe Civati, leader di Possibile, i capi della sinistra ora danno ragione alla Lega?
Abbiamo attaccato questo scivolamento verso destra un pò facilone. Riteniamo siano messaggi sbagliati. Lo stesso governo ha appena presentato il progetto Sprar, un buon progetto guidato da Alfano, un ministro di centrodestra. Quelli di Renzi e Fassino sono messaggi ai quali poi non segue nulla. Parole di destra, senza avere la possibilità o il coraggio di fare quello che potrebbe fare Salvini. Che significa dire che gli immigrati sono troppi e non possiamo prenderli tutti? C’è un piano dietro queste enunciazioni? Sono parole che cadono nel vuoto, fa specie che vengano pronunciate da Palazzo Chigi o dalla presidenza dell’Anci. Sono messaggi propagandistici e contradditori che non vanno in alcuna direzione, né in quella di Civati né in quella di Salvini.

Sono boutade figlie della batosta elettorale?
Può essere. Fa sorridere che queste posizioni vengano espresse dal Pd, che tra l’altro ha sempre rimproverato ai 5 Stelle di essere equivoci sul tema dell’immigrazione. Non si può parlare due giorni delle periferie, due giorni degli immigrati e tre giorni dei poveri. Parole al vento, così non si va da nessuna parte.

Cosa ha da dire ai suoi ex compagni?
Se posso dare un consiglio al mio vecchio partito, direi di non insistere su questa strada: perché poi alla fine la gente cerca l’originale. Se si dice di non dare le case agli stranieri, allora la gente cerca Salvini, non Fassino. Se Renzi dice che gli immigrati sono troppi, allora la gente pensa “ma guarda, è andato anche lui sulle posizioni della Lega”.

Lei come affronterebbe la questione?
L’Italia ha una fortuna e una sfortuna, quella di essere in mezzo al Mediterraneo, dunque particolarmente esposta rispetto a persone che transitano e si spostano. La mia proposta è di perseguire modelli di accoglienza meno costosi e più efficienti. Esistono, seguiamoli. Da un lato c’è “Profugopoli”, dall’altro un’accoglienza virtuosa: valorizziamo quest’ultima. Tanti Comuni la praticano bene, compresi molti amministrati dalla destra: dove non ci sono ruberie e i costi vengono contenuti.

Il governo come si sta comportando?
Di chi è la responsabilità di un sistema perennemente “straordinario”, se non del governo? Renzi si preoccupi di mettere a punto una progettualità interna, partendo da quanto presentato dall’Anci. Perché in Europa non sta ottenendo nulla, nemmeno attraverso il famoso migration compact.

Lei nega che ci sia un problema immigrazione?
No, non nego che sia in atto una guerra tra poveri e un contrasto sociale generato non da questioni ideologiche ma dal disagio, da questioni di sopravvivenza. Non nego il problema e le preoccupazioni che può destare nella popolazione. Detto questo se alla povertà riesci a destinare solo 600 milioni di euro, francamente non ci siamo. Dovrebbe essere approntato un progetto di ampio respiro per contrastare la povertà e nel contempo garantire accoglienza agli stranieri. Una cosa non esclude l’altra. Il punto è che il governo fa pochissimo anche per gli italiani poveri.

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