Invasione programmata

Il vescovo di Strasburgo: "I figli degli immigrati islamici sostituiscono il popolo europeo"

L'alto prelato analizza il processo in atto senza ipocrisie buoniste: "È in corso la ‘Grande Sostituzione’ dei popoli! Molti musulmani in Europa dicono con molta calma e tranquillità che un giorno l’Europa sarà tutta nelle loro mani!"

Redazione
Il vescovo di Strasburgo: "I figli degli immigrati islamici sostituiscono il popolo europeo"

Foto ANSA

C’è una Chiesa che sa guardare in faccia la realtà oltre le ipocrisie del politicamente corretto. Una Chiesa per esempio incarnata da Luc Ravel, arcivescovo di Strasburgo, il quale in un’intervista al giornale Dernières Nouvelles d'Alsace abbatte una serie di totem buonisti. Parlando apertamente di sostituzione di popolo, tesi tabù dalle nostre parti perché tacciata di razzismo, fascismo, populismo eccetera eccetera: “È in corso la ‘Grande Sostituzione’ dei popoli! Molti musulmani in Europa dicono con molta calma e tranquillità che un giorno l’Europa sarà tutta nelle loro mani!”. Del resto “gli immigrati musulmani hanno un altissimo tasso di natalità mentre noi europei non facciamo più figli”.

L’alto prelato riprende un concetto, quello della sostituzione di popolo, sviscerato in Francia dall’autore conservatore Renaud Camus. Evidenziando come il cambio avvenga attraverso l’immigrazione massiva nel giro di poche generazioni. Succede così che i flussi incontrollati determinino la trasformazione culturale e valoriale di un popolo autoctono, con la complicità di fatto dei governi. In molte zone di Francia, Gran Bretagna, Olanda o Svezia i risultati devastanti di questo processo sono sotto gli occhi di tutti. In Italia, uno dei pochi accademici che non ha paura di utilizzare la definizione di "sostituzione di popolo" è Gian Carlo Blangiardo, docente di Demografia all'Università Bicocca di Milano, che ha analizzato il fenomeno in atto nella nostra terra, dati alla mano, in un'intervista al Populista.  

Si avvera la profezia di leader musulmani come l’algerino Houari Boumediene, il quale negli anni Settanta all’Assemblea delle Nazioni Unite pronuncìò un discorso passato alla storia: “Un giorno milioni di uomini abbandoneranno l’emisfero sud per irrompere nell’emisfero nord. E non certo da amici. Perché vi irromperanno per conquistarlo, e lo conquisteranno popolandolo coi loro figli. Sarà il ventre delle nostre donne a darci la vittoria!”. Lo stesso Erdogan si è rivolto ai turchi immigrati nel vecchio continente con parole inequivocabili: "Faccio un appello ai miei fratelli in Europa: non fate tre figli, ma cinque! Perché voi siete il futuro dell'Europa”.

Alle anime belle della sinistra he cianciano di integrazione, occorre per esempio ricordare che secondo una recente indagine condotta dall’Intitute Montaigne, il 30% dei musulmani in Francia considera la Sharia superiore alle leggi dello Stato in cui vivono, mentre il 67% vuole l’insegnamento dell’arabo nelle scuole pubbliche, come ricorda Il Giornale. Alcuni esempi di islamizzazione galoppante. A Bruxelles, culla di terroristi islamici che proliferano nei ghetti alla Molenbeek, Mohammed è il nome più diffuso per i neonati, così come ad Amsterdam e Oslo. Mentre in Italia, per esempio, non si contano più ormai gli episodi in cui viene calpestata la tradizione locale cancellando recite e canzoni natalizie nelle scuole per non offendere i bambini di religione islamica. Ed è solo l'inizio.

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