Intervista nella trasferta pugliese

Salvini: Bari crocevia del terrorismo, e intanto manteniamo in albergo potenziali bombe umane

Il leader della Lega: "Le priorità sono le stesse in tutta Italia: lavoro, lavoro, lavoro e sicurezza"

Piero Ferrarese
Salvini a Bari: "La città è a rischio, merita tranquillità”

Foto Facebook / NCS

Una giornata uggiosa ha accolto nella centralissima via Sparano il leader della Lega Matteo Salvini, a Bari per parlare di emergenza terrorismo dopo i recenti arresti di presunti jihadisti, alloggiati anche al CARA di Palese. La prima tappa barese dell'esponente leghista è stata proprio nel centro richiedenti asilo, dove, come ha sostenuto Salvini, "ci sono milleduecento ospiti, liberi dalla mattina alla sera di girare per le strade della città, non facendo niente nella migliore delle ipotesi. Di questi milleduecento, ci hanno detto, secondo i dati, solo il 15% otterrà il riconoscimento di asilo politico. Questo vuol dire che voi, noi, stiamo mantenendo in quel centro di accoglienza più di mille clandestini, molti dei quali dovrebbero semplicemente tornare a casa loro col primo aereo disponibile".

Non è mancata, da parte di Salvini, una stoccata al sindaco di Bari, Antonio Decaro: "Voi avete anche un sindaco che ama farsi i selfie con personaggi quantomeno particolari, e quindi gli consiglierei di stare più attento", ha concluso l'esponente della Lega, dando un nuovo appuntamento ai suoi sostenitori, dato che in Puglia tornerà una delegazione composta sia dalla Lega che dal Front National di Marine Le Pen; scopo, occuparsi di agricoltura, perchè - come ha sostenuto Salvini - "questa Europa ci sta massacrando da tutti i punti di vista".


Oltre un centinaio di sostenitori e simpatizzanti hanno accolto con applausi il discorso dell'esponente leghista. I referenti regionali del movimento "Noi con Salvini", Annarita Tateo e Rossano Sasso, con quest'ultimo che ha invitato Decaro ad accogliere a casa sua i rifugiati, hanno introdotto il breve intervento durato circa cinque minuti dell'esponente leghista, che era atteso sempre nella giornata di ieri anche a Matera. Presenti alla manifestazione anche le delegazioni di Lecce e Foggia ed i candidati sindaci di Vieste e Serracapriola, Michele Lorusso e Michele Leombruno. Qui di seguito l'intervista che ci ha concesso.

Salvini, purtroppo Bari è sempre più il crocevia del terrorismo internazionale...

Dio non voglia che succeda nulla, però prevenire è meglio che curare. Bari è a rischio, come l'Italia è a rischio. Noi stiamo mantenendo centinaia di potenziali bombe umane alle quali paghiamo colazione, pranzo e cena, che in cambio preparano attentati, è non è possibile. Chi scappa davvero dalla guerra, a Bari come a Milano, va accolto, ma siccome non sono più del 15% tutti gli altri vanno espulsi ed allontanati.

Unioni civili. È passata la legge, qual è il suo parere?

Sulle unioni civili ribadisco: è una legge fatta male. Tanti avvocati la contestano; questo creerà ulteriori problemi, cavilli, truffe economiche e legali. È discriminatoria nei confronti delle coppie eterosessuali, ad esempio per la reversibilità. È l'anticamera delle adozioni gay che già sono state legittimate da diversi tribunali, quindi il mio invito ai sindaci (nessun ordine, perchè io non ordino nulla a nessuno) che si sentono di farlo è obiezione di coscienza, e di opporsi ad una legge sbagliata che non porterà a nulla di buono.


Centro destra spaccato in vista delle Amministrative...

Dove ci sono i candidati sbagliati sì, penso a Roma. Dove ci sono i candidati giusti, no. Berlusconi dovrà scegliere in futuro se guardare al passato o viceversa. Se preferisce strizzare l'occhio a Fini, Casini, Alemanno o se preferisce guardare avanti con la Lega.

Che idea si è fatta del centro destra barese, nebulizzato e perdente?

Diciamo che c'è tanto da lavorare. Io sono contento di essere un'altra volta a Bari (la terza volta in circa quattro mesi, NdR) perché con "Noi con Salvini" e come Lega ci vogliamo mettere tutto l'impegno possibile. La priorità a Bari, come a Milano o Bologna, è lavoro, lavoro, lavoro e sicurezza. Lavoro vuol dire via la legge Fornero, via gli studi di settore, no alle direttive europee che massacrano la nostra agricoltura. Sicurezza vuol dire non avere i paraocchi del PD e della Sinistra, accogliere chi possiamo accogliere ed allontanare tutti gli altri. A Bari c'è da fare un bel po' di pulizia.

Sulla diatriba tra Renzi ed Emiliano qual è il suo parere? Quale può essere la vera ragione dei dissapori?

Non lo so. Non tifo né per l'uno né per l'altro. Sono problemi interni al PD così come fra Renzi ed i magistrati. A me piacerebbe che il parlamento si occupasse di legge Fornero più che dei litigi.

Patti per il mezzogiorno, cosa ne pensa?

A me piacerebbe che alle parole seguissero i fatti. Perché a parole Renzi è bravissimo, ha rilanciato il lavoro, ha salvato l'Italia e cammina sulle acque. Nei fatti voglio vedere come, in che modo ed in quanto tempo verranno spesi questi soldi.

Cosa ne dice del referendum?

Decideranno gli italiani, i baresi, i pugliesi. Io spero che Renzi vada a casa perché di danni ne ha già fatti abbastanza ed oltretutto questa è una riforma fatta male, che fa schifo. La Costituzione la cambi con la testa, non con i voti dei riciclati.

Piero Ferrarese è giornalista del Quotidiano di Bari: http://quotidianodibari.it

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