"M5S scelga destra o sinistra"

Immigrati, Provenzano lancia un ultimatum ai Cinquestelle

"Martedì sera l'accordo raggiunto è stato rimangiato. Ma insultare quello con cui ti siedi al tavolo non mi sembra una grande strategia negoziale"

Redazione
Immigrati, Provenzano lancia un ultimatum ai Cinquestelle

Sui migranti è stato compiuto "un atto di giustizia", "era un atto dovuto, di civiltà". "Direi a queste persone, scusate per il ritardo". Così il ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano, in un intervista a Repubblica. "Non stavamo parlando di braccia, parlavamo di persone. Non c'è solo l'utilità, c'è la giustizia". In merito ai 5 Stelle e Crimi, con cui si è arrivati a un passo dalla rottura, il ministro afferma: "Non è stato semplice né scontato. Martedì sera l'accordo raggiunto è stato rimangiato. Ma insultare quello con cui ti siedi al tavolo non mi sembra una grande strategia negoziale. Se vuoi un accordo stai calmo e ti ci rompi la testa fino ad ottenerlo. Nel merito, e' un compromesso onorevole. Per cui ringrazio le ministre con cui abbiamo lavorato, Catalfo e Bellanova, e in particolare una, per l'equilibrio che ci ha messo: Luciana Lamorgese" ha risposto il ministro. "Non si parla più solo del settore agricolo, ma anche delle attività connesse, del lavoro domestico di colf e badanti. Non potevamo dimenticare chi in queste settimane di lockdown ha consentito che arrivasse il cibo sulle nostre tavole, compresa quella di Salvini, ma nemmeno di chi si è preso cura delle nostre case, dei nostri anziani".

"E' vero che il M5S ha voluto alcune restrizioni - ha proseguito Provenzano -. Aver avuto in passato un permesso, di qualsiasi natura: di studio, turistico, umanitario. E un'attestazione dell'ispettorato del lavoro. Nell'attesa che avvenga, però, se trovano un contratto rientrano a pieno nella regolarizzazione. E qualora perdano il contratto il permesso di soggiorno non scade, ma c'e' la garanzia di un ulteriore anno di tempo per trovarsi altro lavoro". Il ministro sottolinea soprattutto l'importanza del provvedimento per il lavoro nero. "Soprattutto al Sud, nelle campagne, ci sono italiani, moltissime donne, malpagati e senza contratto. Ho sollevato il tema del lavoro nero subendo la gogna salviniana e della destra che ha sempre difeso gli evasori. Non penso agli sfruttatori, ma agli sfruttati. La crisi e' un'occasione per emergere nella legalità".

Poi sulla mafia a cui è stata sottratta "materia prima". "La pandemia ha colpito anche il mondo sommerso e quello criminale, e sta offrendo alle istituzioni un'opportunità straordinaria: approfittarne per provare a stroncare le mafie e a bonificare le paludi dell'irregolarità. Dare liquidità a cittadini e imprese, come facciamo con questo decreto, preparare il rilancio produttivo preoccupandoci della vulnerabilità sociale, è la strada giusta". Tornando poi sulle tensioni politiche: "Se un governo si inchioda per giorni su un atto minimo di civiltà, mettendo in ombra il lavoro sulle vere emergenze del Paese, io mi interrogo. Cosi' diamo armi a Salvini. Io ho rispetto del travaglio interno al M5S, ma è giunto il momento che faccia piena chiarezza sulla sua natura politica. C'è una destra e c'e' una sinistra. Con le sfide difficili che ci aspettano bisognerà scegliere, sempre di più". 

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