parla lo psicologo

Hillary, menzognera o paranoica?

"La Clinton ricordava di essere scampata a colpi di arma da fuoco all'arrivo in Bosnia, benchè in realtà fosse stata accolta in maniera pacifica e calorosa..."

Stefania Genovese
Hillary, menzognera o paranoica?

Hillary Clinton, menzognera, magari per convenienza politica, o paranoica? Se lo chiede lo psicologo Michel Corballis, autore di The wandering Mind, What the Brain does When You're Not Looking (pubblicato in Italia dalla Raffaello Cortina Editore, con il titolo La mente che vaga; cosa fa il cervello quando siamo distratti), nel capitolo sulla modalità e l'inefficienza della memoria. Che non è certo progettata per essere una registrazione fedele del passato. Con una certa sorpresa per chi legge, il noto studioso cita ad esempio nientemeno che la senatrice Hillary Clinton.


"Possiamo anche essere quello che ricordiamo, almeno in parte, ma i ricordi, come gli abiti, possono essere scelti e modificati per creare quello che vogliamo essere piuttosto che quello che davvero siamo", scrive Corballis. "Visitando la Bosnia nel 1996, Hillary Clinton, all'epoca First Lady degli Stati Uniti, raccontò di aver eroicamente rischiato la vita appena sbarcata dall'aereo, costretta a correre per cercare riparo, sotto gli spari di un cecchino. In realtà, il suo atterraggio fu pacifico, e fu ricevuta da una bambina sorridente, che lei baciò. Naturalmente, è possibile che si sia inventata questa storia per apparire eroica, ma anche se fosse alcuni cronisti ipotizzano che ella abbia davvero creduto al proprio racconto...".


Nel capitolo inerente le funzioni dell'ippocampo troviamo nuovamente citata la ex First Lady: "L'ippocampo pare una struttura che guarda in avanti, con l'estremità anteriore che si occupa più del futuro, mentre l'estremità posteriore più del passato. Nel nostro studio stile Cluedo (test precedentemente spiegato nel libro, NdA), quando le persone immaginavano scenari futuri e poi veniva chiesto loro di ricordarli, si attivavano spesso entrambe le estremutà dell'ippocampo. In altre parole, le scene immaginate erano anche ricordate, come se fossero accadute realmente. Ciò forse potrebbe contribuire a spiegare perché alcuni ricordi sono falsi, per esempio, perchè Hillary Clinton ricordava di essere scampata a colpi di arma da fuoco all'arrivo in Bosnia, benchè in realtà fosse stata accolta in maniera pacifica e calorosa. Forse si era immaginata quel minaccioso scenario prima di arrivare sul posto, ed un tale ricordo ha alloggiato nel suo cervello come se la cosa fosse realmente accaduta. Chi può saperlo? Forse nemmeno la stessa Hillary lo sa".


M. Corbaills, professore emerito di Psicologia all'Università di Auckland, dimostra nel libro che la nostra mente è altamente creativa e ciò che viene spesso criticato o additato negativamente come "divagazione o astrazione mentale" è in realtà un processo neuro-psico-fisiologico che dobbiamo al nostro emisfero destro, istigatore geniale anche se a volte paranoico, che non necessariamente sempre possiede connotazioni negative. Il default-mode-network della nostra mente, la sua divagazione cerebrale induce a pensare fuori dagli schemi ed a forgiare nuove idee e problem-solving.


Rilevante è che secondo taluni studi della facoltà di Management della McGill University i processi strategici che poggiano sull'emisfero destro plasmatore della creatività sembrino andare a nozze con l'ambiguità; in tal modo manager e persone di potere sono portati a sfruttare questa parte del cervello molto più diffusamente. Se dunque la divagazione è un rimedio per la noia ed è stimolante per collegare le esperienze vissute e sintetizzarle in nuove cose (vedasi Steve Jobs), è pur vero che si richiede che personaggi illustri e potenti, proprio in virtù delle loro responsabilità, utilizzino maggiormente l'emisfero sinistro atto a sottoporre immagini ideative e fantastiche al vaglio della funzione critica.


C'è dunque da chiedersi se la ex candidata alla presidenza degli USA sia stata, nel frangente citato nel libro, una consapevole e loquace imbonitrice con il vezzo di enfatizzare pro domo sua, o piuttosto una ignara divagatrice vittima di una improbabile e irrealizzata casualità...

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