Grave perdita nel "Paese dei sorrisi"

La Thailandia piange re Bhumibol, che era ritenuto un padre più che un sovrano

Il primo ministro ha annunciato un anno di lutto nazionale. Al regno da 70 anni, Rama IX era considerato il vero baluardo della stabilità nel Paese

Redazione
La Thailandia piange re Bhumibol, che era ritenuto un padre più che un sovrano

La Thailandia piange re Bhumibol. Foto ANSA

Si è spento in un letto di ospedale, mentre all'esterno centinaia di suoi sudditi cantavano "lunga vita al re". Il sovrano thailandese Bhumibol Adulyadej (88 anni), dopo 70 anni di regno col titolo di Rama IX, è morto giovedì 13 ottobre dopo un brusco peggioramento delle sue condizioni di salute dallo scorso week-end. "È la più grave perdita della nostra storia", ha detto il primo ministro Prayuth Chan-ocha, annunciando un anno di lutto nazionale. In linea di successione c'è ora il secondogenito Vajiralongkorn, con una tempistica che però è tutta da definire. L'annuncio ufficiale è stato dato dalla casa reale poco prima delle 19 locali, confermando il decesso avvenuto tre ore prima. Il passaparola aveva già sparso la voce tra la popolazione, allarmata dai toni pessimistici degli ultimi giorni. Pochi minuti dopo, Prayuth ha parlato alla nazione, elogiando il defunto sovrano e indicando nel principe ereditario il futuro Rama X, come indicato da tempo da Bhumibol. Molti, nella folla all'esterno dell'ospedale Siriraj, sono scoppiati a piangere singhiozzando, continuando per ore.

Nella seduta di emergenza del Parlamento indetta in serata c'è stato un colpo di scena. Invece dell'atteso "invito" al nuovo re, una formalità prevista dalla Costituzione, i deputati si sono limitati a osservare nove minuti di silenzio (il nove è un numero di buon auspicio) in onore di Bhumibol. Vajiralongkorn, ha spiegato Prayuth, ha chiesto un rinvio della proclamazione in modo da piangere il padre come il resto del Paese. L'ascesa al trono del principe ereditario non è in discussione. I prossimi mesi rimangono però un'incognita, e un'incoronazione formale potrebbe essere ritardata di molto. Il lutto nazionale - nel primo mese è stato bandito qualsiasi tipo di celebrazione - rischia di rallentare anche la scaletta istituzionale in teoria prevista dalla giunta militare, come la ratificazione formale della nuova Costituzione e nuove elezioni a fine 2017. Per ora, l'intero Paese piange la scomparsa dell'unico sovrano che molti hanno conosciuto.

Le tv trasmettono vecchi filmati agiografici, i siti di tutti i quotidiani nazionali sono diventati in bianco e nero. La rassicurante immagine di Bhumibol come un uomo schivo, lontano dal lusso e dedito alla patria, si era negli anni sovrapposta a quella della monarchia, diventando parte dell'identità nazionale. La venerazione dell'uomo è inserita nella Costituzione, ma non c'è dubbio che per milioni di thailandesi l'amore per "papà", com'era chiamato, fosse genuino. Per quanto ufficialmente al di sopra della politica, Rama IX era considerato un baluardo della stabilità nel Paese. Negli ultimi dieci anni, il suo declino fisico è coinciso con l'emergere di profonde divisioni politiche e sociali nel Paese, con ondate di violenza che hanno causato centinaia di morti e due colpi di stato, l'ultimo del quale ha portato al governo l'attuale giunta militare. Quest'ultima si è erta a primo difensore della monarchia. Il rischio è che, ora che un punto di riferimento come Bhumibol non c'è più, pulsioni sopite tornino a galla. Nel frattempo il "Paese dei sorrisi" piange, e si prepara a farlo a lungo.

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