Invasione programmata

La Germania copia la Lega: "Identificare i clandestini sulle coste del Nordafrica"

Dopo il fallimento della politica dell'accoglienza, il governo e le autorità tedesche hanno paura: "Accesso ai database e aiutarli a casa loro"

Redazione
Immigrazione, la Germania copia la Lega: "Centri di identificazione sulle coste del Nordafrica"

Controlli alla frontiera tedesca. Da ksta.de

Aumenta nell'Unione europea la preoccupazione per il massiccio arrivo di immigrati clandestini dal Mediterraneo centrale. Il numero di quelli sbarcati in Italia dall'inizio dell'anno e provenienti da Libia ed Egitto è già pari a quello dell'intero 2015: il numero supera le 10 mila unità. In Lussemburgo, i ministri dell'Interno dell'Ue hanno discusso giovedì 13 ottobre di "accordi di partenariato" con il Mali, l'Etiopia, il Niger, la Nigeria e il Senegal, principali paesi d'origine dei flussi migratori africani. Gli accordi verrebbero adattati ai singoli paesi, ma il principio rimarrebbe lo stesso: creare condizioni minime affinché gli abitanti di quei paesi siano incentivati a restare. La cooperazione dovrebbe essere estesa a Giordania, Egitto, Libia, Algeria e altri Stati africani del Nord.

Tra le nazioni che sembrano essersi finalmente accorte della necessità di un giro di vite sull'immigrazione pare esserci la Germania, dove la buonista cancelliera Merkel è stata subissata di critiche e ha subito pesanti sconfitte elettorali proprio a causa della sua politica delle "porte aperte". Il ministro dell'Interno tedesco, Thomas de Maizie're, ha chiesto che le imbarcazioni comunitarie riportino i clandestini in "alloggi sicuri" in Africa del Nord. L'Unione, ha proposto il ministro, dovrebbe creare proprio in Nord Africa dei centri di identificazione dove valutare le domande dei richiedenti asilo, e stabilire chi abbia davvero diritto a entrare in Europa. Gli altri dovrebbero essere respinti. La stessa proposta è stata più volte formulata in italia da Matteo Salvini e da altri esponenti della Lega, che hanno ricevuto come risposta solo accuse di razzismo e populismo da parte di esponenti della maggioranza.

Il presidente dell'Ufficio federale tedesco per la protezione costituzionale, Hans-Georg Maassen, ha attribuito l'identificazione del sospetto terrorista di Lipsia, Jaber Albakr, al confronto incrociato di più database operato dalle autorità nazionali. Venerdì 14 ottobre ha detto al quotidiano Frankfurter Allgemeine Zeitung: "Abbiamo potuto constatare che Jaber Albakr era registrato ad Eilenburg con un numero di telefono, ma con un'identità completamente inventata, proprio grazie alla consultazione del database centrale sui profughi". Maassen ha criticato i limiti all'accesso delle informazioni imposti ai Servizi tedeschi. "Oggi i tempi sono cambiati, e la politica deve decidere in quale misura i Servizi possono usare questi dati", ha detto. Secondo il funzionario, sono insufficienti in Germania anche gli strumenti giuridici per monitorare Messenger o WhatsApp. "Basterebbe anche avere dei suggerimenti da parte della popolazione circa possibili estremisti", ha spiegato Maassen. "Se queste procedure potessero essere rese automatiche quest'anno, sarebbe un passo avanti importante", ha concluso.

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