dal centro di accoglieNZA DI MANFREDONIA

I migranti del Cara? Al lavoro (nero) nei campi

La polizia ha notato un'impennata nel fenomeno del caporalato locale e, indagando, ha scoperto che la nuova manovalanza di braccianti arrivava dagli ospiti della struttura di Foggia

Alfredo Lissoni
I migranti del Cara? Al lavoro (nero) nei campi

Il Cara di Borgo Mezzanotte. Funzionale sì, ma per il caporalato. Foto ANSA

Altro che accoglienza! Prendevano i clandestini dal Cara e li mandavano a lavorare in nero nei campi. Succedeva nella struttura di Borgo Mezzanone a Manfredonia (Foggia). I reati che sarebbero ipotizzati sono - a quanto è dato sapere - corruzione, truffa, falso e falso in bilancio. Le indagini, avviate nei mesi scorsi, sono coordinate dal procuratore Leonardo Leone De Castris e dai sostituti Dominga Petrilli e Francesco Diliso.


Il Cara di Borgo Mezzanone è stato al centro nei giorni scorsi del reportage da parte di un giornalista 'infiltrato' dell'Espresso che ha raccontato le condizioni "inumane" del centro in cui vivono oltre mille migranti richiedenti asilo e che viene definito un "ghetto di Stato". Lo scandalo ha dato la sveglia ad Angelino Alfano (che solitamente si riempie la bocca con un "salviamo vite in mare") che ha annunciato una verifica su tutte le strutture di accoglienza dei migranti sul territorio italiano e in particolare un programma di interventi strutturali per il Cara di Foggia. Rendendosi forse finalmente conto, come puntualizzato da anni dai populisti, che parte di quelle vite salvate in mare, quando non vanno ad ingrossare le fila della delinquenza più o meno organizzata o restano a bighellonare nelle città, vengono abbandonate a se stesse e reclutate a forza dal caporalato. A dimostrazione di quanto sia debole e scoordinata la politica migratoria del Governo Renzi.

Le indagini - a quanto si apprende da fonti inquirenti - sono state avviate dopo che le Forze di Polizia, che indagavano proprio sulla piaga del caporalato, hanno notato un'impennata del fenomeno e hanno così constatato che la nuova manovalanza di braccianti arrivava proprio dagli ospiti del Cara di Foggia. Hanno quindi cominciato ad indagare sulle misure di sicurezza interne ed esterne del Centro di accoglienza richiedenti asilo e si sono poi concentrati sulla sua gestione. E son scattate così le prime manette...

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