per alimentare il malcontento

L'Egitto nel mirino del terrorismo islamico. Obiettivo: i turisti

Colpi di arma da fuoco sparati dai militari egiziani hanno ucciso un gruppo di 15 miliziani a bordo di un fuoristrada, che si trovava vicino ad un’autobomba ed aveva esploso colpi di mortaio verso il posto di blocco. Ma c'è anche un altro target, il turismo

Alfredo Lissoni
L'Egitto nel mirino del terrorismo islamico. Obiettivo: i turisti

Le forze di sicurezza egiziane hanno sventato alcuni giorni fa un attentato con autobomba presso un posto di blocco all’ingresso della città di Sheik Zuid, nel nord del Sinai. Secondo quanto riferisce il quotidinao egiziano al Masry al Youm, i militari sono riusciti a far esplodere l’autobomba tramite l’uso di lanciarazzi (Rpg). Colpi di arma da fuoco sparati dai militari egiziani hanno ucciso un gruppo di 15 miliziani a bordo di un fuoristrada, che si trovava vicino all’autobomba e ha precedentemente esploso colpi di mortaio verso il posto di blocco. Nessun gruppo ha rivendicato la paternità dell’attentato sventato dalle forze di sicurezza. Centinaia di agenti delle forze di sicurezza sono stati uccisi nella regione del Sinai del Nord in attentati attribuiti ai miliziani islamisti dello Stato del Sinai, gruppo affiliato allo Stato islamico attivo nel Sinai del Nord, da quando è stato deposto il presidente islamista Mohammed Morsi nel luglio del 2013.

Da tempo ormai l'Egitto è nel mirino dei terroristi. L'anno scortso, l'11 giugno, un kamikaze intenzionato a farsi esplodere tra i turisti del tempio di Karnak a Luxor era stato ucciso dalla polizia. L'uomo indossava una cintura esplosiva e la strage era stata sventata per un soffio. Il terrorista aveva perso la vita assieme ai due complici che erano con lui. Secondo il ministero della salute vi furono 5 feriti, tre civili e due poliziotti, compreso l'agente in borghese che aveva sparato sul commando appena intuito che i tre, con l'auto, stavano cercando di forzare il posto di blocco che controlla l'ingresso del parcheggio. Secondo il quotidiano al-Ahram si sarebbe trattato di jahdisti di Ansar Beit al Maqdis, il gruppo fondamentalista che stava cercando di allargare il teatro delle operazioni dalla pensiola del Sinai all'Egitto. In questo caso l'obiettivo era ben preciso: colpire il turismo per minare alla base l'economia egiziana, innescando il malcontento della popolazione per provocare una rivoluzione ed un golpe. Non c'è che dire, questi fondamentalisti le pensano proprio tutte...

 

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